«Corsi di educazione affettiva a scuola»
La richiesta di Michelini
per fermare la violenza sulle donne
PORTO RECANATI - Il sindaco ha avanzato la richiesta alla dirigenza dell'istituto comprensivo affinché vengano inseriti sin da subito nella programmazione scolastica: «Non si può più definire emergenza quello che è a tutti gli effetti un fenomeno strutturale che caratterizza la nostra società». Domani in pinacoteca l’evento “Sulla nostra pelle”

Andrea Michelini, sindaco di Porto Recanati
Il Comune di Porto Recanati vuole fare la sua parte in maniera concreta nella lotta alla violenza sulle donne. Il sindaco Andrea Michelini ha annunciato di aver avanzato la richiesta all’istituto comprensivo cittadino di inserire dei percorsi di educazione affettiva per insegnare ai più giovani a gestire le emozioni e le relazioni e prevenire così che sfocino in comportamenti devianti.
«Siamo convinti che tali percorsi educativi e formativi debbano iniziare dalla scuola primaria – dice Michelini – per questo l’amministrazione comunale, attraverso l’Assessorato ai servizi sociali, ha avanzato la proposta al dirigente scolastico e, pur essendo già stato votato il programma d’istituto per l’anno scolastico 2023/2024, ha intenzione di rinnovare la richiesta affinché il progetto si svolga, data l’importanza del tema, anche in via straordinaria. C’è la volontà anche di porre in essere una serie di incontri con i genitori, consci che il loro ruolo è cruciale e che la famiglia è la prima e più potente agenzia di socializzazione. Non si può più definire emergenza quello che è a tutti gli effetti un fenomeno strutturale che caratterizza la nostra società. Non si può più rimandare il concreto avvio di un profondo cambiamento culturale che deve vedere agire insieme Istituzioni, famiglie e scuola. Siamo consapevoli che si tratta di un processo che richiede tempo, ma il tempo è adesso».
Più nell’immediato, sabato, alla pinacoteca comunale, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, è in programma l’evento “Sulla nostra pelle”. Una serata, promossa dal Comune in collaborazione con la cooperativa sociale Il Faro, per riflettere sul tema della violenza di genere a cui interverranno l’assessora ai servizi sociali Sonia Alessandrini, la consigliera per le pari opportunità Fatou Sall, l’avvocato Egle Asciutti e Chiara Marmorè dello sportello antiviolenza Sos donna. gestito da Il Faro. La parte musicale sarà curata da Laragosta accompagnate dalla chitarra di Gianluca Spedaletti.
Porto Recanati ha uno sportello antiviolenza comunale che si trova al piano terra del municipio e che è aperto tutti i giovedì dalle 10 alle 12. Giovedì prossimo, 30 novembre, dalle 15.30 alle 16.30, ci sarà un’apertura straordinaria con la presenza dell’avvocato Asciutti per permettere, a chi è impossibilitato la mattina, di accedere al prezioso servizio di ascolto e assistenza.
Se il fattaccio tra Giulia e Filippo è avvenuto tra studenti di Ingegneria, secondo logica il corso di educazione all’affettività andrebbe istituito in questa Facoltà, oggettivamente troppo materialista. Che senso ha pretendere di insegnare l’affettività nelle scuole medie o elementari, dove mai si è registrato un femminicidio? I trobar clus, il dolce stil novo, Petrarca non sono già presenti nei beneamati programmi ministeriali?
Può il sindaco fare tali richieste? Non sono per caso di competenza del Ministero della Pubblica Istruzione?
Giustamente osserva l’acuto Nicosia:
“La situazione è questa, ossia che ogni problema sociale di tipo etico comporta espansione infinita dello Stato nei meandri più sensibili della società.
Mi spiego.
Lo psichiatra è psichiatra di Stato e lo psicologo scolastico è psicologo di Stato: in teoria ti forniscono un servizio, ma non sono liberi professionisti, sono un cazzo di autorità. Lo psichiatra ti può imporre un TSO, se gli dici una parola di troppo, lo psicologo scolastico non so che cosa si possa inventare, se il ragazzo dice una parola di troppo.
Quindi manca IL RAPPORTO FIDUCIARIO, che necessariamente deve presiedere a un rapporto terapeutico: TU STAI PARLANDO CON UN PUBBLICO UFFICIALE, ANZI, CON UN POLIZIOTTO, MENTRE TI CONFIDI.
Lo stesso gli assistenti sociali, che sono pubblici ufficiali e poliziotti.
In pratica questa gente viola il primo principio deontologico di simili rapporti, che è appunto la combinazione tra fiducia e riservatezza.
Loro applicano la privacy per le stronzate, tanto più che, come voleva Rodotà, con una firmètta rinunci alla privacy davanti al ragiunatt di turno, e poi si autolegittimano a sfondare la porta del tuo tempio privato, del tuo sacrario, ossia la casa di abitazione, talamo ivi compreso.”