Accusata di bancarotta,
rinviata a giudizio Fiorella Tombolini
URBISAGLIA - L'accusa contesta all'imprenditrice di aver distratto o comunque dissipato il patrimonio sociale della Compagnia moda Italia di cui era amministratrice. Oggi l'udienza preliminare, il processo si aprirà nel novembre 2024

Fiorella Tombolini
di Gianluca Ginella
Accusata di bancarotta, rinviata a giudizio l’imprenditrice di Urbisaglia Fiorella Tombolini. Oggi si è svolta l’udienza davanti al gup Daniela Bellesi del tribunale di Macerata. Secondo l’accusa, sostenuta dal procuratore Giovanni Fabrizio Narbone, Tombolini, in qualità di amministratore della Compagnia Moda Italia srl (già Eugenio Tombolini spa), dichiarata fallita dal tribunale di Macerata, avrebbe distratto dal patrimonio sociale o comunque dissipato, 2,5 milioni di euro in favore della Saet srl di proprietà di varie società della famiglia Tombolini, per il riacquisto del marchio Tombolini (che nel 2007 era stato ceduto alla Saet srl per 51mila euro circa), formalizzato il 16 febbraio 2009.
Sempre in qualità di amministratore della Compagnia Moda Italia srl, continua l’accusa, avrebbe concorso a causare o aggravare il dissesto della società, dice l’accusa. E lo avrebbe fatto in vari modi. Come l’aver iscritto nel bilancio, per il 2012 e il 2013, la partecipazione nella società Hilton srl, amministrata dalla Tombolini (acquistata dalla Saet srl il 25 luglio 2012 per 10 milioni e 450mila euro), sopravvalutandola di 575mila euro nel 2012 e di 288mila euro nel 2013. Inoltre non avrebbe iscritto nel bilancio per il 2013 l’aumento dei debiti tributari per 1,6 milioni di euro.

L’avvocato Gerdardo Pizzirusso
E ancora avrebbe mancato di svalutare dell’80%, nel bilancio per gli anni 2014 e 2015, il credito chirografo di 1 milione e 128.850 euro vantato nei confronti di una ditta dopo che questa aveva ottenuto il 31 luglio 2014 l’omologazione del piano di concordato preventivo, il quale riconosceva ai creditori chirografari il soddisfo per il solo 20% del totale. Ancora avrebbe, dice l’accusa, mancato di svalutare, nel bilancio per l’anno 2015, i crediti vantati per circa un milione di euro nei confronti della Compagnie Textile Internationale, sottoposta a liquidazione giudiziaria al Tribunale del commercio di Parigi e dichiarata chiusa con decreto del 25 agosto 2015, e per 152.973 euro nei confronti della Tricot Line srl, controllata dalla fallita e a sua volta dichiarata fallita dal Tribunale di Macerata il 5 ottobre 2015. L’imprenditrice, assistita dall’avvocato Riccardo Leonardi, è stata rinviata a giudizio al 18 novembre 2024. Parte civile la curatela fallimentare, assistita dall’avvocato Gerardo Pizzirusso.