Contram, nessun aumento sui prezzi
«Ma non è corretto, i costi sono lievitati
e la Regione non aggiorna le tariffe dal 2015»
IL PRESIDENTE dell'azienda Stefano Belardinelli in vista dell'avvio della stagione scolastica annuncia che non ci saranno ritocchi su biglietti e abbonamenti. Ma fa una critica: «Non è razionale, non si capisce come si faccia a pensare che nei trasporti l’inflazione non esista». Sulla transizione all'elettrico dice: «Siamo stati i primi nelle Marche, ma il problema è dove ricaricare i veicoli. Poi un bus del genere costa il doppio di uno tradizionale e nelle Marche abbiamo tariffe e corrispettivi tra i più bassi in Italia»

Stefano Belardinelli
di Mauro Giustozzi
Trasporto extraurbano scolastico nel segno della continuità ma con risorse sempre più limitate causa l’incremento dei costi di esercizio e il mancato adeguamento delle tariffe ferme al 2015. Così Contram a livello provinciale si prepara alla ripresa autunnale segnata, come sempre, dalla riapertura di scuole e università con conseguente incremento di viaggiatori sui propri autobus.
«Non ci sarà alcun aumento degli abbonamenti e delle tariffe non è previsto ma riteniamo che questa cosa non sia affatto corretta visto che si è fermi ai prezzi del 2015 – afferma Stefano Belardinelli, presidente di Contram – e non si capisce come si faccia a pensare che nei trasporti l’inflazione non esista. La Regione Marche non aggiorna le tariffe per cui da un lato i passeggeri magari sono contenti di non avere aumenti ma non è razionale tutto ciò che si riverbera su costi lievitati per le aziende di trasporto, il gasolio che è carissimo, gli stipendi degli autisti che non crescono. Contram, al pari di tutte le altre aziende del settore, garantisce il servizio facendo riferimento ai prezzi del 2015 quando invece tutto attorno è lievitato a livello di costi del servizio ed inflazione galoppante. E’ vero che c’è il bonus trasporti cui possono aderire alcune fasce di popolazione, ma a causa delle risorse limitate, non si sa se tutte le domande potranno essere accolte. Per quanto riguarda gli orari delle corse dei mezzi Contram nella stagione scolastica 2023-24 non ci saranno rimodulazioni o ristrutturazione dei servizi che restano gli stessi del passato. Solo piccoli adattamenti legati all’autonomia scolastica di ogni istituto e nei limiti del possibile cerchiamo di adeguarci».
‘Partiamo con Contram Mobilità’ è lo slogan della campagna abbonamenti lanciata dall’azienda per l’anno scolastico alle porte. Sono attive le rivendite temporanee, oltre a quelle storiche, che saranno ad Apiro, Camerino, Castelraimondo, Cingoli, Corridonia, Fabriano, Macerata, Montegiorgio, Potenza Picena, Recanati, Treia e San Ginesio. Gli utenti già tesserati possono fare i loro acquisti come di consueto online dal sito contrammobilita.it o attraverso l’app Contram Mobilità. L’abbonamento annuale è valido per dodici mesi ma si paga l’equivalente di sette mesi e mezzo. Se si è beneficiari del bonus trasporti ci può essere un ulteriore risparmio di 60 euro. Per quanto riguarda la transizione verso l’utilizzo di mezzi elettrici Contram è all’avanguardia essendo stata la prima azienda ad adottarli.
«Siamo stati i primi nelle Marche a mettere su strada veicoli elettrici –conferma Belardinelli-: uno in funzione a Camerino sull’urbano ed a novembre dovremmo inserirne un altro a San Severino sempre nel circuito urbano. Il problema della transizione alla mobilità elettrica è legato anche a dove poter ricaricare i mezzi: per avere un presa a 40kw io azienda devo attendere sei mesi per tutte le autorizzazione necessarie. Poi un bus elettrico nuovo costa 500mila euro contro i 250mila di un pullman tradizionale. Con tariffe e corrispettivi che nelle Marche sono tra i più bassi in Italia si comprende come questa transizione all’elettrico sia difficilissima da percorrere. Contram vuole affrontare questo aspetto della mobilità sostenibile ma mettere a sistema l’elettrico ha costi altissimi ed una rete di ricarica attualmente insufficiente. Non ultimo il problema degli autisti che non si trovano, a causa anche di compensi bassi a fronte di grandi rischi e responsabilità quotidiane. Questa è una criticità seria che rischia di impattare sul servizio negli anni futuri se non si troverà il modo di rendere attrattiva la professione di autista, aumentando gli stipendi che al momento non sono competitivi se rapportati alle responsabilità di chi si mette alla guida di un autobus».
Il fatto che non si trovano gli autisti è un problema che andava affrontato a suo tempo ma siccome qui si rimanda sempre poi i nodi vengono al pettine.
La transizione all’elettrico non è una passeggiata, occorre mettere su un sistema complesso, di questo sistema fanno parte le stazioni di ricarica e la formazione di elettromeccanici per le manutenzioni, oltre che i pullman a trazione elettrica. Occorrono mesi se non anni prima che si abbia un sistema adeguato ed efficiente.