Manca una data nella sentenza,
Silvano Ascani vince in Cassazione
IN AULA – L’imprenditore ha fatto ricorso per una somma che gli veniva chiesto di pagare per avere la sospensione di una pena, ma non era indicato il termine in cui avrebbe dovuto versare la cifra

Silvano Ascani
Mancava la data per pagare la somma cui era subordinata la sospensione della pena, la Corte di cassazione dà ragione all’imprenditore di Porto Recanati, Silvano Ascani, 73 anni. La vicenda riguardava un procedimento penale finito con la condanna a sei mesi, al tribunale di Roma, e la sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento di una somma. Però non era stato indicato il termine entro cui si poteva pagare.
E proprio da questo è partito il ricorso dell’avvocato Gabriele Cofanelli, legale di Ascani, che sosteneva l’illegittimità di tale provvedimento perché emesso in assenza di un termine disposto dal giudice affinché l’imputato potesse provvedere all’adempimento «e comunque illegittimo poiché in assenza di detto termine lo stesso adempimento contemplava un ulteriore termine di cinque anni» dice il legale.

L’avvocato Gabriele Cofanelli
In precedenza le Sezioni unite della Corte di cassazione avevano già valutato, nel giugno 2022, un caso analogo andando a risolvere un contrasto giurisprudenziale assumendo una posizione in favore dell’imputato. «Partendo da tale presupposto e quindi da un orientamento di certo innovativo anche la prima sezione della Cassazione ha accolto il ricorso permettendo ad Ascani un ben diverso approccio alla stessa vicenda giudiziale; da qui una innegabile soddisfazione per l’esito raggiunto» dice Cofanelli che esprime soddisfazione anche perché con queste sentenze della Cassazione «si è di certo aperta una traccia di sicuro favore per la posizione di ogni imputato e che dovrebbe imporre una maggiore tutela di garanzia a beneficio di qualsivoglia persona».
(redazione CM)