Accordo fra Comune e sindacati
«Facciamo squadra
per affrontare le difficoltà sociali»

RECANATI - Protocollo sottoscritto da amministrazione comunale con Cgil, Cisl e Uil. Il sindaco Bravi: «Questo è un punto iniziale. Il documento che andiamo a firmare è complesso e analizza diversi aspetti». L'assessora Nicolini: «E' cambiato il modo di intendere il servizio sociale, non parliamo di aiuto ma di supporto alle famiglie». I sindacati: «E' la prima volta nel Maceratese, che sia un modello per tutti»

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Il sindaco Antonio Bravi, l’assessora Paola Nicolini, Daniele Principi (Cgil), Rocco Gravina (Cisl), Sergio Crucianelli (Uil)

di Francesca Marchetti

Il Comune di Recanati ha firmato l’accordo con i sindacati per le azioni di sostegno alla popolazione. L’impegno è stato sottoscritto dalle parti questa mattina nella sala del Consiglio. Unanime il plauso da parte dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil per questa iniziativa portata avanti dall’amministrazione comunale e che vuole essere un modello da seguire nelle politiche sociali di tutta la provincia.

Presentazione-firma-dellaccordo-Comune-di-Recanati-e-sindacati-confederali-per-le-azioni-di-sostegno-2023-3-325x244«Al centro dell’operato della nostra amministrazione c’ è il confronto in tutte le occasioni in cui può essere proficuo e può essere sviluppato – ha asserito il sindaco di Recanati, Antonio Bravi . Tutto può essere discusso, sono queste le buone pratiche che vogliamo portare avanti anche aumentando le risorse rispetto agli ultimi due anni. Arriviamo a questa giornata dopo diversi incontri in cui abbiamo esposto il nostro programma amministrativo che riguarda i settori che interessano le parti sociali e dopo aver ascoltato tutte quelle indicazioni, richieste e suggerimenti di cui faremo tesoro anche nei prossimi mesi. Questo è un punto iniziale. Il documento che andiamo a firmare è complesso e analizza diversi aspetti. Una parte interessante è la dinamica demografica che sta cambiando, spostando l’età media più in alto e facendo quindi aumentare la fascia di popolazione di età avanzata, bisogna adeguare gli interventi e la prevenzione in vista dell’andamento demografico. Assistiamo in maniera accentuata al fenomeno del calo delle nascite che si riflette sulla organizzazione dell’educazione scolastica. Con il Pnrr amplieremo la disponibilità dei posti da 39 a 70 la capacità dell’asilo comunale, le liste d’attesa si esauriscono in fretta e in questo modo abbiamo sfruttato l‘opportunità per mettere al sicuro questo servizio. Verrà costruita una nuova scuola dell’infanzia con quattro classi che sostituirà la Mariele Ventre e quella di viale Kennedy sulle quali il comune pagava l’affitto. Anche per i due istituti scolastici comprensivi i numeri si stanno riducendo e troveremo degli accordi con altri Comuni che hanno lo stesso problema».

«La pandemia ha creato una grande difficoltà, poi è iniziato il conflitto russo ucraino, è arrivata la crisi economica con una grande perdita del potere d’acquisto per le famiglie e ciò deve essere considerato dalle politiche sociali del Comune – ha dichiarato Paola Nicolini, assessora alle Politiche sociali -. Già dal 2019 abbiamo portato avanti cambiamenti importanti per quanto riguarda i servizi all’interno del bilancio ma soprattutto è cambiato il modo di intendere il servizio sociale, non parliamo di aiuto ma di supporto alle famiglie perché è modificato il rapporto con le persone che devono autodeterminare la propria situazione, perché c’è anche chi non vuole partecipare a determinati progetti e noi come amministrazione dobbiamo operare nel rispetto della volontà e della autodeterminazione del soggetto. Ad esempio nel caso ci sia un senzatetto noi possiamo monitorare e parlare con la persona ma il consenso attivo per ogni intervento è imprescindibile. Per questo è necessario un lavoro di rete, il Comune non può tutto, ci sono situazioni davvero molto complesse in cui intervengono la sanità, le forze dell’ordine, i volontari ma anche i tribunali soprattutto nei riguardi dei minori. Nelle politiche del lavoro è bisogna incentivare le persone a fare una ricerca attiva del lavoro e gli enti possono aiutare chi è fragile, perché ad esempio i disabili faticano a trovare posto nelle aziende che preferiscono pagare le multe piuttosto che impiegarli. Bisogna portare avanti una cultura dell’accoglienza anche all’interno della comunità. Abbiamo fatto degli incontri sulla solidarietà, da poco è nata la Consulta della solidarietà e l’Albo dei cittadini attivi che ci aiutano a realizzare progetti di miglioramento dell’ambiente e dei legami sociali che ringraziamo».

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«Oggi sottoscriviamo un accordo di contrattazione sociale grazie alla grande disponibilità del Comune di Recanati ad avviare un confronto serio e costruttivo – ha affermato Daniele Principi, segretario Cgil Macerata -. Rappresentiamo migliaia di persone che possono dare una mano a costruire una rete di protezione sociale e di salvaguardia della vita delle persone. Molti i pensionati che hanno partecipato agli incontri per affrontare i punti di vista reciproci e arrivare alla condivisione delle dinamiche sociali in atto e sui livelli di intervento che l’ente può attuare. Speriamo che questo modello di confronto venga recepito da altri Comuni».

«Con l’assessora Nicolini il confronto è stato quasi quotidiano – ha ribadito Rocco Gravina, Cisl Macerata – . Il coinvolgimento delle parti è fondamentale per poter sempre più entrare nel merito e far emergere i bisogni reali dei recanatesi. Il mondo del lavoro si evolve in modo repertino e bisogna intervenire, stiamo cercando di assottigliare le disuguaglianze di genere e provenienza agendo sulla formazione e il grado di qualifica. Recanati ha un’importate rete industriale che ci può dare una mano». «Dare risorse alle tematiche sociali non è facile, e a Recanati va il plauso di aver destinato fondi a questo riguardo – ha detto Sergio Crucianelli, Uil Macerata – . Nella nostra provincia non era mai successo un accordo del genere e dovrebbe essere un modello per tutti. Noi come sindacati rappresentiamo non solo lavoratori ma tutti i cittadini che beneficiano delle politiche sociali inclusive e di assistenza alle persone più deboli per affrontare meglio la vita quotidiana».


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