Cellulari e videogame ai figli:
40 famiglie aderiscono
ai “Patti digitali”
CORRIDONIA - Appuntamento al teatro Lanzi, i genitori hanno risposto a un questionario dell'associazione Age, con un esito positivo sui risultati

Un momento della serata di ieri
“Per educare ci vuole un villaggio”: il celebre proverbio africano è stato il leit motiv della serata di ieri al teatro Lanzi di Corridonia, da cui sono partiti i primi Patti digitali delle Marche. Esperienza che nasce nel Nord Italia, dove alcune associazioni hanno deciso di capovolgere la prospettiva rispetto alle tematiche inerenti l’educazione digitale sollecitando una discesa in campo operativa da parte delle famiglie, ma che ora sta interessando numerose altre zone del Paese (verificabili nel sito pattidigitali.it).
A Corridonia l’associazione AGe ha predisposto un questionario rivolto ai genitori per sondare il terreno proprio mentre la cittadina era stata coinvolta dalle iniziative del “Villaggio Digitale” della rete Red (Rete educazione digitale) di cui anche l’AGe fa parte. Gli esiti di questo sondaggio hanno portato a un risultato positivo: su oltre 100 famiglie il 97 % si è detto disponibile alla stipula di un patto digitale.
«Siamo stati colti di sorpresa solo in parte – ha commentato Ivana Staffolani, presidente dell’AGe locale – negli anni gli incontri formativi sulle tematiche dell’educazione digitale hanno sempre riscontrato grande interesse da parte dei genitori. Ora ritenevamo fossero finalmente maturi i tempi per passare a un impegno concreto da parte delle famiglie».
La serata ha visto protagonista la professoressa Stefania Garassini, presidente Aiart Milano, autrice di “Smartphone 10 ragioni per non regalarlo alla Comunione” e il recente “Lo schermo dei desideri”, che in collegamento dal capoluogo lombardo ha sollecitato i genitori rispetto alla «necessità di porre dei limiti all’esposizione dei dispositivi digitali, ma anche a un maggior controllo dell’età consigliata di fiction e programmi televisivi».
Al termine dell’intervento della professoressa, il presidente Aiart Marche Lorenzo Lattanzi ha spiegato ai genitori «come una scelta responsabile individuale e condivisa possa davvero fare la differenza rispetto all’educazione dei figli, spesso infatti ci lasciamo condizionare dall’idea che siccome “lo fanno tutti” non sia possibile dire di no».
A quel punto è stato offerta ai presenti la possibilità di aderire ai Patti digitali. Circa quaranta famiglie hanno aderito alla scelta di stipulare un patto digitale. Gli impegni presi riguardano aspetti diversi anche in base all’età dei ragazzi e vanno dal tenere spento il cellulare a tavola, a letto, mentre si fanno i compiti o quando si conversa in famiglia, al rispetto del codice Pegi per videogame ed app, fino ad arrivare alla decisione di non fornire un cellulare di proprietà ai ragazzi prima della terza media. I genitori si sono comunque impegnati a formarsi sui temi del digitale.
La serata, promossa da Comune, Garante per i diritti della persona, Corecom, istituti comprensivi Manzoni e Lanzi, nonché dalla parrocchia dei santi Pietro, Paolo e Donato, è terminata con l’impegno di divulgare tra le famiglie di Corridonia l’impegno a sottoscrivere i Patti digitali.
Il prossimo appuntamento con la conclusione del Villaggio Digitale, promosso dalla rete Red è per il 27 maggio alle 21 al teatro comunale di Corridonia, serata che vedrà la premiazione delle classi vincitrici delle sfide di “Campioni del villaggio digitale” a conclusione di un percorso formativo sul tema dell’educazione digitale nelle scuole.