«Rigenerazione urbana, manca una visione.
La parte più cospicua dei 5 milioni
per un ascensore nella Torre civica»
POTENZA PICENA - L'affondo del Pd contro l'amministrazione sull'utilizzo dei fondi erogati dallo Stato: «Un'enorme opportunità rischia di trasformarsi in una catastrofe urbanistica e amministrativa». Per parlare del tema, i dem hanno organizzato un incontro domenica dalle 10,30 al Belvedere del Pincio

La Torre civica di Piazza Matteotti
«La lunga vicenda del bando per la Rigenerazione urbana ci racconta come l’assenza di una chiara visione sul futuro del proprio territorio possa trasformare un’enorme opportunità in una catastrofe urbanistica e amministrativa». E’ la critica che arriva dal Pd nei confronti dell’amministrazione comunale di Potenza Picena. I dem per parlare dell’argomento hanno organizzato un incontro pubblico dal titolo “I progetti della Rigenerazione urbana per il centro storico: un matrimonio infelice?”. L’appuntamento è per domenica dalle 10,30 al Belvedere del Pincio. Saranno presenti anche i ragazzi Promotori della raccolta firme per la candidatura di Mario Morgoni a sindaco di Potenza Picena
«Non è facile sintetizzare la lunga catena di errori che dall’estate 2021 in poi ha sin qui costellato il percorso tecnico-amministrativo per l’utilizzo dei 5 milioni di euro erogati a fondo perduto a inizio 2022 dallo Stato al nostro Comune (e a moltissimi altri) per progetti in grado di rivitalizzare aree o manufatti sostanzialmente dismessi – dicono i dem – Il primo errore, relativo alla strategia, è stato senza dubbio quello di frazionare i 5 milioni di euro addirittura in 9 progetti: ciò significa 9 incarichi di progettazione da affidare, 9 pratiche da seguire, 9 imprese da selezionare, 9 cantieri da monitorare. Insomma una dispersione enorme di energie, una folle corsa contro il tempo e un utilizzo spesso improduttivo dei fondi disponibili, visto che diversi di questi progetti sono davvero poco significativi e potevano essere finanziati sfruttando altri bandi ad hoc più in là nel tempo. Molto meglio sarebbe stato scegliere di destinare i 5 milioni a due, massimo tre progetti di importo rilevante e realmente impattanti sulla vita sociale, economica, culturale della comunità. Bisognava in altre parole saper scegliere, e assumersi poi la responsabilità di tali scelte spiegandole per tempo ai cittadini».
«Un altro grave errore sta nel merito dei progetti scelti – continua il Pd – ovvero nella valutazione delle priorità, a nostro avviso completamente sbagliate e in certi casi quasi offensive rispetto alle reali esigenze del centro storico e dei suoi abitanti. In quale altro modo potrebbe essere infatti definita la scelta di investire la parte più cospicua delle risorse destinate al capoluogo per realizzare un ascensore vetrato all’interno della Torre Civica? Sarebbe interessante chiedere ai cittadini di Potenza Picena se un tale intervento debba essere preferito, tanto per fare un esempio, al recupero dell’ex Ospedale Bonaccorsi, che con la sua cubatura potrebbe diventare un centro polifunzionale e risolvere il cronico problema di dare sedi idonee alle varie associazioni del capoluogo. E che si tratti di un progetto a dir poco sconcertante lo conferma l’atteggiamento dell’assessore ai Lavori Pubblici nell’ultimo consiglio comunale, quando riferendo del taglio da 1,8 a 1,5 milioni di euro del finanziamento sulla Torre non ha saputo spiegare in cosa sarebbe stato ridimensionato concretamente il progetto».
«Ma lo stesso intervento su piazza Matteotti, forse quello potenzialmente più interessante, si presta a numerose considerazioni – sottolineano gli esponenti dem – è chiaro che la cifra stanziata, pari a un terzo di quella investita sulla Torre Civica, basta sì e no per un modesto restyling, che però andrà a ipotecare pesantemente le scelte delle future amministrazioni. Chi si azzarderà più a intervenire su una piazza appena rifatta? Che fine farà l’opportunità già prospettata da Mario Morgoni di investigarne seriamente il sottosuolo per ritrovare eventuali pertinenze archeologiche di grande valore? Quando più si ripresenterà l’occasione di realizzare i sottoservizi in quel sito? L’ultimo grave errore è legato alle tempistiche, poiché si è sostanzialmente gettato al vento un intero anno, se è vero che l’assegnazione degli incarichi per la progettazione definitiva ed esecutiva è avvenuta solo a marzo 2023. A questo proposito suona veramente paradossale l’affermazione dell’assessore Isidori nel consiglio comunale di fine marzo secondo cui i soldi sono arrivati “perché c’erano i progetti pronti”, salvo poi ammettere subito dopo che ancora oggi, a ben più di un anno dall’aggiudicazione dei fondi, siamo a livello di semplici studi di fattibilità. Di quali progetti parla l’assessore? Ed è motivo di grande rammarico che questo anno di sostanziale inerzia non sia stato nemmeno utilizzato per avviare un confronto serio con i cittadini per realizzare realmente una progettazione condivisa e maggiormente rispondente alle necessità della comunità. In conclusione, la storia dei progetti di Rigenerazione Urbana sembra essere stata segnata da un unico filo conduttore: spendere questi fondi senza andare troppo per il sottile, nel primo modo che veniva in mente. Ma così facendo, si rischia di negare al centro dtorico di Potenza Picena un’irripetibile occasione di sviluppo».