«Sottosuolo di piazza Matteotti,
coinvolgere soprintendenza archeologica
per indagine sistematica e preventiva»
POTENZA PICENA - L'appello dell'ex parlamentare del Pd Mario Morgoni all'amministrazione comunale che ha affidato l’incarico per la progettazione della ristrutturazione: «Se l'ipotesi che il capoluogo abbia origine picena, visti i reperti rinvenuti 20 anni fa, trovasse ulteriori riscontri avremmo l'opportunità di dotarci di un importante elemento per promuovere il nostro centro storico»

Mario Morgoni
«Una indagine sistematica e preventiva nel sottosuolo di piazza Matteotti, sindaco e giunta si attivino per coinvolgere la soprintendenza archeologica». E’ quello che chiede Mario Morgoni, ex parlamentare del Pd (che recentemente ha ricevuto un invito a candidarsi alle prossime elezioni da tre esponenti dem, leggi l’articolo), all’amministrazione comunale di Potenza Picena che ha affidato «l’incarico per la progettazione della ristrutturazione e sembra intenzionata a procedere con celerità alla realizzazione dei lavori».

Piazza Matteotti
Morgoni precisa: «Non entro nel merito del progetto o di aspetti tecnici come quello del rifacimento dei sottoservizi, su cui pure sarebbe necessario soffermarsi, ma vorrei far notare come piazza Matteotti rappresenti la parte centrale e altimetrica mente più elevata del centro storico. Lì è certamente nato il primo nucleo abitato del nostro capoluogo ed è lì che si possono rinvenire le testimonianze e i reperti che attestano le origini della nostra comunità. Venti anni fa, in occasione di ricerche svolte da volontari (Paolo Onofri, Antonio Grassetti e con loro Fabrizio Asciutti, Fabio Sacconi e il sottoscritto) su materiali di risulta provenienti dal sottosuolo della piazza stessa e accumulati in una profonda cavità sotto il complesso di Sant’Agostino e precisamente sotto la vecchia Scuola di Avviamento, emersero reperti che furono sottoposti all’attenzione della Soprintendenza e che sono oggi conservati nei locali dell’archivio comunale – ricorda l’ex parlamentare – .

Reperti archeologici ritrovati nel 2001 sotto la Piazza Matteotti di Potenza Picena da Antonio Grasetti e Paolo Onofri. Foto di Sergio Ceccotti
Verificammo poi che quei materiali di risulta provenivano dal sottosuolo della piazza e che erano stati accumulati in occasione degli scavi di fondazione dell’ex albergo centrale. Da quei reperti, tra i quali frammenti di vasellame risalenti ad alcuni secoli avanti Cristo, emergeva l’ipotesi che il nostro capoluogo potesse avere un’origine Picena così come altri centri collinari nel maceratese e nel fermano – sottolinea Morgoni – . Io credo che se una ipotesi del genere trovasse ulteriori concreti riscontri e fosse confortata dal recupero di altri reperti avremmo l’opportunità, oltre che di dare una più precisa fisionomia alla nostra identità cittadina, di dotarci di un importante elemento di valore e di qualità per promuovere il nostro centro storico.
Anche la relazione illustrativa dei tecnici fa cenno all’esigenza di una indagine accurata del sottosuolo ma essa va fatta preventivamente e organicamente per evitare di imbattersi casualmente in situazioni che bloccherebbero i lavori e non fornirebbero un quadro completo della situazione. Occorre pertanto una specifica attività concordata con la Soprintendenza – conclude Morgoni – al fine di verificare elementi utili alla conoscenza delle origini del nostro capoluogo e recuperare ogni reperto o testimonianza di epoca antica capace di promuovere l’identità storico culturale del nostro Comune facendone anche oggetto di arricchimento e diversificazione della nostra offerta turistica».
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