Ponte sul Tronto, Acquaroli:
«Snodo essenziale per la Ciclovia Adriatica,
lavori appaltati entro il 2023»
SAN BENEDETTO - L'annuncio stamattina dai due governatori di Marche e Abruzzo. L'infrastruttura su tre campate sarà lunga 40 metri e larga 4,6, ad includere anche il tratto ciclabile e pedonale. La pavimentazione sarà realizzata in doghe di legno trattato

Francesco Acquaroli e Marco Marsilio
di Giuseppe Di Marco
I lavori di realizzazione del ponte sul fiume Tronto verranno appaltati entro l’anno. Ad annunciarlo questa mattina sono stati, in conferenza congiunta, i presidenti della Regione Marche Francesco Acquaroli e della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
L’iniziativa, giunta in fase di progettazione definitiva, verrà finanziata con 3,5 milioni intercettati dal Pnrr, ed è stata illustrata dai referenti istituzionali riunitisi nella Sala consiliare di Martinsicuro, alla presenza dei sindaci Antonio Spazzafumo e Massimo Vagnoni, nonché dai consiglieri regionali Andrea Assenti e Marco Cipolletti.
«Siamo qui non solo simbolicamente – ha commentato Acquaroli – ma anche per annunciare un’opera che farà da cerniera al Tronto e che rappresenterà uno snodo essenziale per la Ciclovia Adriatica, aumentando la capacità attrattiva delle località interessate. Quanto prima andremo a gara: siamo fiduciosi che entro l’anno, al netto di inconvenienti procedurali, dovremmo arrivare all’appalto definitivo. Questa è un’opera simbolica anche dal punto di vista architettonico, visto che si rifà alle culture di entrambe le aree interessate».
Il ponte avrà un’estensione complessiva su tre campate di 40 metri e una larghezza di 4,6 metri, ad includere anche il tratto ciclabile e pedonale. La pavimentazione sarà realizzata in doghe di legno trattato da piantagioni certificate, e sarà sollevato anche sopra gli argini del corso d’acqua per non interferire con i corridoi ecologici.
Immancabile la stoccata politica. «Questa è la risposta migliore a quanti hanno protestato, affermando che il progetto era scomparso – esulta Marsilio – Tutto ciò che è cambiato è il canale di finanziamento, che siamo stati costretti a modificare per via della sua scadenza, ma l’opera resta».
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