Export, le Mpi tornano a marciare
«Crescono le vendite, premiata la qualità»

MERCATI - Buona performance per il fashion dopo il periodo di grossa difficoltà. Complessivamente nelle Marche il comparto moda (tessile-abbigliamento-calzature) nel I semestre di quest’anno cresce del 29,9% rispetto al I semestre 2021. Nello specifico provinciale: 28,6% a Macerata, 30,4% ad Ascoli Piceno e 33,6% a Fermo
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Crescono le vendite all’estero delle piccole imprese. Lo rivela il report dell’Ufficio Studi Confartigianato Marche, secondo il quale nella regione le esportazioni dei settori a maggiore concentrazione di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno, mobili, metalli, stampa ed altre manifatture in particolare gioielleria e occhialeria – sono aumentate del 20,3% rispetto al primo semestre del 2021, pari a 399 milioni di euro in più.
A livello territoriale, l’export dei settori a maggior concentrazione di Mpi cresce rispetto al I semestre 2021 in tutte le province marchigiane e superano la media nazionale: Fermo con il +32,6% (era +11,0% nei primi sei mesi del 2021), Ascoli Piceno con il +25,5% (era +10,1% nel I semestre 2021) e Macerata con il +23,2% (era +27,4% nel I semestre 2021). In ottica di lungo periodo, i settori a maggior concentrazione di Mpi crescono a Macerata (+13,5%) mentre non recuperano i livelli pre-pandemia Fermo con il -1,1% rispetto al I semestre 2019 e Ascoli Piceno, con il -2,7%.

Buona performance per il fashion dopo il periodo di grossa difficoltà. Complessivamente nelle Marche il comparto moda (tessile-abbigliamento-calzature) nel I semestre di quest’anno cresce del 29,9% rispetto al I semestre 2021. Nello specifico provinciale: 30,4% ad Ascoli Piceno, 33,6% a Fermo e 28,6% a Macerata.  

 

A livello regionale (e quindi anche provinciale) va comunque sottolineato come rispetto al I semestre 2019, il settore della pelle e calzature sia l’unico tra quelli a maggiore concentrazione di Mpi che non recupera i livelli pre-pandemia, con il -4,8%; di conseguenza il comparto moda, trainato proprio dalla forte incidenza della pelle e calzature, non recupera il livello delle esportazioni precrisi (-1,8% nella regione). Considerando inoltre gli ultimi 12 mesi (II semestre 2021-I semestre 2022) l’export manifatturiero al netto della farmaceutica delle Marche registra un aumento del 16,2% rispetto all’anno 2019, prima della pandemia. Tra le province, l’export manifatturiero di Ascoli Piceno cresce del 117,2% rispetto al pre-crisi trainato intensamente dal settore dei farmaceutici. L’export manifatturiero al netto della farmaceutica vede rispetto al 2019 Ascoli Piceno al +10,5% e Macerata al +11,6%. La provincia di Fermo, invece, non recupera ancora i livelli del 2019, registrando una diminuzione pari al -4,6%.

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Enzo Mengoni

«I dati evidenziano un importante dinamismo del mondo produttivo – le parole di Enzo Mengoni, presidente territoriale Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo – e testimoniano l’impegno dei nostri imprenditori nel recuperare il terreno perduto sui mercati esteri, dopo pandemia, guerra e crisi energetica. Per fare questo, c’è sicuramente bisogno di mantenere alto il sostegno alle attività di internazionalizzazione, con strumenti semplici e a misura di imprese. Su questo fronte, la strategia messa in campo da Camera di Commercio delle Marche e Regione Marche è stata ed è tutt’ora determinante. Quel che è certo – continua Mengoni – è che l’aumento dell’export è un propulsore per la crescita, che potenzia la competitività di tutte le filiere. La qualità dei nostri prodotti che raggiungono i diversi Paesi del mondo è il volano anche per la promozione dei territori».

Prendendo infatti in considerazione i principali mercati di destinazione delle esportazioni manifatturiere dei settori a maggiore concentrazione di micro e piccola impresa, si registra una crescita importante +84,8% in Cina (confronto 1° semestre 2022 con stesso periodo del 2019). L’export aumenta anche negli Stati Uniti con il +45,8%, nei Paesi Bassi con il +40,7% e in Polonia con il +38,1%. Bene le esportazioni in tutti gli altri principali mercati, ad eccezione delle vendite in Svizzera (-43%), Russia (-27,8%), Regno Unito (-7,5%), Romania (-6,3%) e Belgio (-4,4%), che non recuperano i livelli pre-pandemia. 

 



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