Prodotti agricoli, ippoterapia e lombricoltura:
viaggio nel cuore di un’azienda multifunzionale
dove essere fragili è una ricchezza
CIVITANOVA - L'esperienza sorprendente ma riproducibile della 7V che vede impegnati Rachele, Elia, Francesco e Rebecca Villotti

Fabio Barone ad di “Conitalo lombricoltori dal 1979” durante l’allestimento della lettiera con ragazzo del progetto della Regione Marche “Iniziative di inclusione socio-lavorativa di soggetti affetti da Disturbo dello Spettro dell’Autismo (Asd) in ambito rurale”
di Luana Spernanzoni
Un’azienda agricola multifunzionale che oltre a produrre prodotti agricoli, si occupa di inclusione sociale, ippoterapia e, sconosciuta ai più di lombricoltura che permette di ottenere fertilizzanti naturali. E’ l’esperienza, per certi versi sorprendente ma esportabile e riproducibile ovunque della 7V di Civitanova.
L’agricoltura multifunzionale, oltre ad assolvere la funzione produttiva di beni agroalimentari, è in grado di fornire servizi secondari utili alla collettività. Può disegnare e tutelare il paesaggio, proteggere l’ambiente, conservare la biodiversità. In modo complementare, sostenuta anche dalla Unione Europea, svolge altre funzioni nella nostra Regione, come gli agrinido ma anche l’accoglienza di persone fragili, servizi non prettamente scontati, come dimostrano le esperienze di inclusione sociale. Le imprese agricole acquisiscono un ruolo nuovo e importante per la collettività, servizi che vengono remunerati dall’ente pubblico. Lo sguardo si allarga e accoglie “l’altro”, l’attenzione si sposta verso ai bisogni sociali.
E’ nata così l’esperienza che raccontiamo. Una proposta integrativa riproducibile e utile per ampliare le chance delle aziende agricole, ad esempio per migliorare l’ambiente ed i suoli, in particolare a conduzione biologica, ma anche attenta alle persone con disabilità e al contesto sociale. Nata nel 2016 per la determinazione dei fratelli Rachele, Elia, Francesco e Rebecca Villotti, l’azienda marchigiana “7 V” possiede già l’attitudine verso la multidisciplinarità volta al sociale, infatti Rachele è anche pedagogista esperta in interventi assistiti con gli animali.
L’azienda di Civitanova Alta, adagiata tra le morbide colline prospicienti il mare, si concentra nel piccolo allevamento di cavalli con l’intento di destinarli ad attività sportiva e l’ippoterapia (presso il Centro sportivo Cavalli delle fonti adiacente alla azienda agricola e di proprietà degli stessi).

La lombricoltura
Nel 2019 per favorire progetti di inclusione sociale e formazione professionale dei soggetti fragili, prende il via il punto di ristoro “Anche io servo” dove durante la settimana, in collaborazione con ” Cavalli delle fonti onlus” vengono organizzate attività occupazionali e di formazione in cucina e sala, per ragazzi in situazioni di fragilità e marginalità. L’attività si estende alla collaborazione con i servizi sociali del territorio per accoglie ragazzi che svolgono Tis (Tirocini di Inclusione Sociale). Era sparita la lombricoltura che negli anni ’70/’80 andava di moda, le aziende che provarono a fare compost dalle lettiere piene di lombrichi. Il business sembrava economicamente promettente. I lombrichi “digerivano” e trasformavano la sostanza organica in fertilizzante pronto per concimare i campi. Non durò molto. In breve i cumuli sparirono dalla corte aziendale, l’economia non traeva vantaggio dal vermicompost. Probabilmente i tempi non erano maturi. L’utilizzo dei concimi chimici era vantaggioso per i risultati produttivi, l’assenza di sostanza organica nei terreni non era ancora evidente. Soprattutto l’agricoltura biologica, che richiede concimi ecologici, non era sviluppata quanto lo é attualmente.
Non solo. Diversamente dal passato, ci troviamo oggi nella situazione di in cui il prezzo dei fertilizzanti è diventato antieconomico e insostenibile. La guerra tra Russia e Ucraina ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi delle fonti energetiche e dei mezzi di produzione. Un drammatico cambio di passo per tutti i settori. In primis per l’agricoltura.

L’ippoterapia
Ecco dunque che il compost da lombricoltura può tornare ad essere interessante ad esempio per smaltire il letame eccedente delle aziende zootecniche, ripristinare la vita del suolo che ha dimenticato il valore fondamentale della sostanza organica, ma anche per dare un ruolo importante a coloro che hanno fragilità. Nel 2021 il Servizio Politiche Agroalimentari della Regione Marche avvia la sperimentazione di iniziative di inclusione sociale e lavorativa di persone con diagnosi di Disturbo dello Spettro dell’Autismo (Asd) all’interno di aziende agricole multifunzionali con valenza sociale, per costruire un percorso socio sanitario comunitario. Una scelta innovativa che vede l’impresa agricola svolgere servizi sociali che privilegia gli obiettivi di favorire la diversificazione dell’attività agricola come elemento di valore strategico e qualificante, integrare e diversificare l’offerta dei servizi a favore di persone con Asd e delle loro famiglie nel territorio
Ecco che l’azienda “7V” coglie l’opportunità proposta dalla Regione in convenzione con l’unità sociosanitaria territoriale, di occupare una persona con autismo (Asd) avviando un percorso che fa rete ed è integrato con il sistema pubblico sociosanitario. Il vantaggio economico indiretto della multifunzionalità dell’impresa agricola è appunto l’incremento occupazione. Per la prima volta nuove figure esprimono la propria professionalità in ambito agrario. Con il sostegno di un tutor professionalmente qualificato in autismo e l’assistenza di Conitalo, ditta piemontese produttrice di lettiere per lombricoltura che si presta a sostenere e affiancare l’iniziativa, l’azienda sceglie di affidare la produzione di vermi compost ad una persona fragile. L’obiettivo è quello di puntare alla commercializzazione del fertilizzante ottenuto che verrà confezionato e proposto agli abituali utenti che giornalmente frequentano il maneggio. Così che il “fantino o la fantina” possa tornare a casa con un sacchetto di concime ad altissimo valore sociale aggiunto e che ha origine dall’animale cavalcato poco prima.
In questa oasi dal cuore grande, in mezzo al verde ed ai cavalli liberi, si svolgono anche altre attività attente all’inclusione delle persone disabili e con fragilità. Oltre all’attività dell’associazione sportiva del centro ippico dove cavalcano fantini di tutte le età, sono diversi i progetti riabilitativi che prevedono l’attività integrata che include anche dalla terapia assistita e educazione con cavalli e progetti di equitazione inclusiva. Percorsi non facili che partono dal colloquio con la psicologa che accoglie e ascolta le famiglie prima di mettere in sinergia il percorso terapeutico del sistema socio sanitari che ha in carico la persona.
Hanno un’attitudine le imprese rurali, e forse i fratelli Villotti più di altri, la possibilità di adattare e ammortizzare eventuali imperfezioni e errori inaccettabili per altri settori produttivi. Nelle attività di campagna è più agevole impiegare persone fragili che non trovano altrove possibilità di impiego. In sintesi, cavalli addestrati per l’ippoterapia sono docili e pazienti più di altri, se una piantina viene calpestata o messa a dimora in modo non allineato non ci sono conseguenze. Può accadere invece che il ragazzo responsabile dei lombrichi pur con le sue fragilità, acquisti un ruolo importante, si senta responsabile e utile.
Essere fragili è una ricchezza? Mah!