Lutto nel mondo dell’arte,
morto il gallerista maceratese Pio Monti

E' SCOMPARSO oggi a 81 anni. La prima attività la avviò a Macerata, in corso della Repubblica. In seguito si è spostato a Roma e lì nel suo spazio espositivo sono transitati i più grandi artisti del secondo Novecento. A Civitanova con i figli aveva aperto la galleria "Permari e monti". Il ricordo di Evio Hermas Ercoli: «A me e ad altri giovani ha cambiato gli orizzonti. Ha sprovincializzato il capoluogo»
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Pio Monti

Pio Monti

 

di Laura Boccanera

Si è spento oggi a Macerata Pio Monti, leggendario gallerista. Aveva 81 anni. Il suo nome è legato all’omonima galleria, avamposto negli anni 70 delle avanguardie artistiche dell’epoca. Amico di Gino De Dominicis e animatore della vita culturale romana, è stato un riferimento nel mondo dell’arte e delle gallerie. Appassionato, ironico, divertente, dalla battuta fulminante e il “pallino” dell’immortalità, Pio Monti, maceratese, non ha mai perso quell’originaria curiosità che lo ha portato da rappresentante di cosmetici a diventare un pilastro dell’arte contemporanea.

Amante dell’arte più che del mercato, ha sempre anteposto il valore degli artisti alla vendita. Con il corregionale De Dominicis strinse un sodalizio e un’amicizia personale e l’artista dorico fu tra i più esposti nelle sue gallerie. La prima galleria la aprì a Macerata nel 1969, si chiamava “Arte Studio Macerata” in corso della Repubblica, dove ha ospitato artisti come Mario Merz, Sol LeWitt, Ben Vautier, Michelangelo Pistoletto, Joseph Albers, Vincenzo Agnetti e tanti altri.

È in questo periodo poi che ha i primi contatti di amicizia con alcuni degli artisti che caratterizzeranno il suo percorso di gallerista, come Emilio Prini, Vettor Pisani, Jannis Kounellis. Dagli anni ’90 ritorna nelle Marche dove, parallelamente all’attività romana,apre una sede della galleria a  Macerata e a cavallo del  2010 anche a Civitanova assieme ai figli col nome “Permari e monti” e infine nel 2015 a Recanati. In occasione della mostra “Il futuro è passato” che celebrava i suoi 40 anni da gallerista disse: «Non m’interessa né il futuro né il passato, vivo il presente attivamente e duramente. Altrimenti bisognerebbe avere tre teste, rivolte al futuro, al presente e al passato». A ricordarlo Evio Hermas Ercoli: «E’ stato un avanguardista puro, ho un ricordo giovanile personale perchè a me e a tanti giovani maceratesi ha cambiato gli orizzonti, ha sprovincializzato una città come Macerata grazie alla sua galleria dove abbiamo incontrato l’optical art e personaggi che sarebbero diventati iconici nella scena dell’arte contemporanea. Nella prima edizione di Popsophia portò al chiosto di Sant’Agostino una tela di De Dominicis di oltre 16 metri di altezza e la montammo nel chiostro realizzando un happening e fu protagonista di un appuntamento dedicato proprio a De Dominicis e nella sua galleria l’anno successivo realizzò in collaborazione con noi una mostra sul tema della calzatura nell’arte con scarpe di Roy Lichtenstein e di Andy Warhol» .



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