Trota e Verdicchio festeggiati a Sefro

EVENTO - Ci sono stati interventi di approfondimento per conoscere le caratteristiche organolettiche delle trote fario e si è parlato dei futuri appuntamenti della delegazione di Macerata dell’Aic. La parte gastronomica affidata alle signore Maria Cucculelli e Loredana Temperilli

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Ugo Bellesi

di Ugo Bellesi

Pieno successo ha avuto la manifestazione dedicata a “La trota e il Verdicchio” organizzata a Sefro (patria della trota) dalla Delegazione di Macerata dell’Accademia italiana della cucina alla quale, oltre agli accademici maceratesi, hanno partecipato anche il delegato di Fermo, arch. Fabio Torresi, e, in rappresentanza della Delegazione di Ancona, il dott. Piergiorgio Angelini. Simposiarca dell’evento è stato l’accademico dott. Giancarlo Temperilli, già sindaco di Sefro, il quale ha selezionato le trote migliori provenienti dall’allevamento Rossi e i vini della cantina Belisario di Matelica su consulenza del noto enologo Roberto Potentini. L’incontro, favorito da una splendida giornata di sole, si è svolto nell’ex bocciodromo di Sefro a ridosso dei giardini pubblici.

MariaCucculelli

Maria Cucculelli

Si è parlato dei prossimi appuntamenti dell’Accademia che prevedono un incontro destinato alla conoscenza e all’assaggio dei migliori formaggi della provincia di Macerata, una seduta a Castelsantangelo sul Nera per portare la nostra solidarietà ai terremotati che ancora sono senza casa, e una conviviale dedicata alla “tavola del contadino” da concretizzare possibilmente presso un agriturismo.

PHOTO-2022-08-28-15-18-58-281x400L’argomento “trota” è stato affrontato dal dottor Angelini che ha innanzitutto illustrato le due varietà di trota costituite dalla iridea e dalla fario. Di quest’ultima c’è una ricetta anche di Apicio ed è citata pure dal Latini che la chiama “trota del Garda”. I monaci di Abbadia di Fiastra avevano deviato il corso del Fiastra per allevare pesci d’acqua dolce comprese le trote. Per questo una delle tante ricette ricetta si chiama “trota alla certosina”. Questo salmonide ha un 20% di proteine ed è ricco di omega 3 e omega 6. Le migliori trote fario si trovano negli allevamenti di qualità. Nei ricettari delle Marche poche sono le ricette di trota e le prime compaiono nel volume di Nicla Mazzara Morresi “La cucina marchigiana” del 1978. Nelle cotture in umido la trota “non gradisce” il pomodoro fresco; preferibile la salsa di pomodoro.

Il colore caratteristico della trota è dovuto ad una alimentazione a base di crostacei. La parte gastronomica dell’evento è stata affidata a due cuoche provette: la signora Loredana Temperilli, e la signora Maria Cucculelli, molto stimata da buongustai per essere stata grande cuoca del famoso ristorante del “Cacciatore” a Muccia, ora chiuso a causa del terremoto del 2016. Inutile segnalare le molteplici preparazioni del menù in quanto basterà citare le “olive alla sefrana”, il “carpaccio di trota con finocchietto”, la “trota in pelliccia”, le “tagliatelle al sugo di trota” e “la rucola con tocchetti di trota”. Per concludere con il dolce, la Vernaccia di Serrapetrona e i liquori Varnelli. Appuntamento con “La trota e il Verdicchio” il prossimo anno a fine agosto a Sefro.


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