Accoltellamento di un 22enne,
il barista eroe racconta:
«Ho tolto il coltello all’aggressore»

RECANATI - Il titolare del bar Mirò, Mirco Cipolletta, ha salvato la vita ad un giovane. «All'inizio sembrava una scazzottata, quando ho visto che era armato sono intervenuto. Poi ho portato il ferito al punto di primo soccorso». Il sindaco Antonio Bravi si è congratulato con chi si è messo personalmente in gioco per evitare una tragedia
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Il bar Mirò

 

di Luca Patrassi

Recanati è differente, l’altra notte chi si è trovato ad assistere all’accoltellamento da parte di un italiano di un giovane recanatese di origini marocchine, non ha tirato fuori l’iphone per immortalare la scena magari con una diretta social ma ha disarmato l’aggressore, tamponato le ferite del giovane, lo ha portato in ospedale, gli ha salvato la vita.

Non solo il giovane commerciante, Mirco Cipolletta, titolare del bar Mirò, ha salvato la vita di un ragazzo senza pensare al rischio corso di essere aggredito a sua volta, ma il giorno dopo non vuole nemmeno parlare ed essere fotografato. «Grazie, ma come vedi ho da lavorare». Alla fine cede in parte, ma solo perché il suo bar è frequentatissimo e chiunque entra ha una battuta per lui e gli chiede ragguagli sull’episodio. Lui è il giovane titolare del bar, davanti al teatro Persiani.

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Il vicolo dell’accoltellamento

«Complimenti? E di che? Di aver assistito a quella scena? Avrei preferito non fosse accaduto nulla, quel ragazzo non è che stia bene e la sua salute è la cosa più importante». Già, resta il fatto che senza l’intervento del giovane commerciante recanatese, l’aggressione avrebbe potuto prendere la strada della tragedia, peraltro a poche ore di distanza dall’omicidio di Civitanova. A Recanati però il barista ed un cliente del locale del centro città sono intervenuti per bloccare l’aggressore, il 47enne Omar Pintucci, e soccorrere il ferito, un 22enne.

Nella città del Giovane Favoloso, anche il barman è favoloso. «Ad un certo punto – racconta –  è entrato nel bar il giovane poi aggredito che mi diceva di essere stato minacciato con un coltello da una persona che era nella zona, poi il tutto sembrava rientrato, ho chiuso il locale e siamo usciti. In strada i due si sono rivisti ed affrontati, pensavo a una scazzottata, poi ho visto gli schizzi di sangue e ho capito che non erano pugni, aveva in mano un coltello. Ho tolto il coltello dalle mani dell’aggressore, poi ho soccorso il giovane ferito e l’ho portato al Punto di primo intervento a Recanati giusto per far prima, l’ambulanza è partita subito per l’ospedale, era cosciente. Quando sono tornato a casa ho visto che ero sporco di sangue, ho avuto paura di essermi ferito anche io, è stato solo allora che ho preso coscienza di quanto accaduto ed anche del pericolo corso, ma al momento ho pensato solo che dovevo intervenire, dovevo aiutare il ferito».

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Macchie di sangue

Nel vicolo teatro dell’aggressione le macchie di sangue sono state pulite quasi del tutto, in città il fatto resta al centro dei commenti.

Ci si informa sulla salute del giovane ferito, si sottolinea il grande gesto solidale del commerciante recanatese, gesto che permette di ristabilire una più consona valutazione dei rapporti umani nella provincia maceratese, non solo bianco contro il nero e viceversa, ma anche il colore vivo della solidarietà e dell’aiuto concreto anche in situazioni difficili e rischiose. Il commento del sindaco di Recanati Antonio Bravi sui social: «Accoglienza, cura delle relazioni e partecipazione attiva sono gli ingredienti da sviluppare giornalmente con più impegno, perché si possano evitare episodi di aggressione come quelli di cui purtroppo si sono macchiate le nostre città in queste ultime ore. Insieme a quanti si sono messi in gioco personalmente per farlo, e che vogliamo ringraziare, invitiamo a respingere fortemente l’uso della violenza, soprattutto se di matrice razzista, e invitiamo la popolazione tutta a impegnarsi perché la nostra città sia sicura, inclusiva e confortevole sia per chi ci abita, sia per chi è ospite, sia per chi è di passaggio».

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