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Chiuso sentiero Gole del Fiastrone
e alle Lame Rosse non si va in bici
«Impariamo dall’incidente a mio fratello»

L'APPELLO del giornalista Mario Sensini a un mese dalla scomparsa del fratello Michele in seguito alla caduta in un baratro. Intanto il sindaco ha emesso un'ordinanza che vieta il transito a chiunque lungo il sentiero 342 che percorre il letto del fiume Fiastrone e altri sentieri della zona

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Le Gole del Fiastrone

 

di Monia Orazi

Chiuso al transito il sentiero delle Gole del Fiastrone, dove solo un mese fa ha trovato la morte la guida escursionistica e giornalista Michele Sensini. Lo stabilisce un’ordinanza firmata ieri dal sindaco di Fiastra Sauro Scaficchia, entrata in vigore oggi. La notizia ha fatto rinnovare l’appello alla sicurezza, già effettuato in occasione del funerale, del fratello di Michele, il giornalista Mario Sensini: «E’ un mese che mio fratello Michele non c’è più. Inutile dire come l’abbiamo passato e che il vuoto che abbiamo dentro non lo riempirà mai nessuno. E’ normale. Un po’ meno normali sono le circostanze del suo incidente, e quanto sta accadendo in questi giorni. C’è un’ordinanza di fine giugno che riapre le Gole del Fiastrone perché il masso che rischiava di cadere, e che aveva determinato la chiusura, “è ancora nella medesima posizione”. Michele, che era una guida, è stato il primo a passarci per un sopralluogo in bici ed è morto, cadendo in un baratro di cento metri che si apriva nel bosco. Apparentemente, prima di riaprire le Gole, nessuno ha verificato l’esistenza o la segnalazione di altri pericoli, oltre al masso, su quel tratto. Che è di fatto è rimasto aperto per oltre un mese, dopo la morte di Michele, nonostante il sindaco sostenga di non averlo mai aperto. Nel punto esatto dove è caduto Michele, non all’inizio del sentiero, un paio di giorni fa è apparsa una fettuccia di plastica bianco e rossa a segnalare il pericolo».

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Michele Sensini

Sensini lancia un appello al senso di responsabilità, per garantire la sicurezza di chi viene in montagna: «A scanso di equivoci quel tratto e le Gole sono state definitivamente interdette da una nuova ordinanza del sindaco, ieri. Insomma, l’unica certezza che noi abbiamo oggi è che le Gole del Fiastrone custodiscono l’anima di Michele, un ragazzo che ha dedicato tutta la sua vita alle nostre montagne, e la cui sola fortuna è stata quella di averle vissute, rispettate ed amate, come ha fatto con i suoi familiari, noi fratelli e i suoi amici, molto intensamente ma per troppo poco tempo. Vorrei che non ci dimenticassimo di lui, che imparassimo qualcosa da quello che è successo, che finisse ad esempio questa normalità dell’incertezza, dell’indeterminazione, della confusione. E’ stato un incidente, non servono necessariamente dei colpevoli. Ma certamente occorre più responsabilità. Almeno nei confronti di chi viene a visitare le nostre montagne, delle guide come Michele che ce li accompagnano, dei ragazzi del Soccorso Alpino che, sempre più spesso, ce li devono riportare dentro ai sacchi». Lungo i sentieri della zona del lago, sono stati effettuati una serie di sopralluoghi dei carabinieri forestali di Fiastra. E’ assolutamente vietato il transito a chiunque lungo il sentiero 342 che percorre il letto del fiume Fiastrone, in località Gole del Fiastrone. Un altro sentiero chiuso è quello che dalla Valle di Nicola arriva al Fosso della Regina. Chiuso anche il sentiero 336 che dalla Grotta dei Frati scende nelle gole del fiume Fiastrone, con la conseguente chiusura a chiunque del sentiero 341. Si potranno percorrere solamente a piedi i sentieri escursionisti 335 che conduce alla Lame Rossa ed alla Grotta dei Frati, che sarà percorribile solamente a piedi. Inoltre anche il sentiero 337 sarà percorribile solo a piedi. Entrambi non saranno percorribili nemmeno in bici, o con altri mezzi a due ruote. I trasgressori saranno puniti con multe sino a 500 euro. La nuova ordinanza revoca tutte le precedenti degli anni scorsi, che in parte hanno limitato l’accesso alle Lame Rosse, un sito molto fragile dal punto di vista naturalistico, costituito da strutture calcareee, definite il Gran Canyon delle Marche.

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