«Pascoli ancora a secco,
3 viaggi al giorno per portare acqua»

USSITA - L'allevatore Giovanni Paris lamenta una situazione che non si risolve nonostante una tubatura installata dal Comune, insieme a quello di Visso, e che dovrebbe portare acqua. «Ne dovevano arrivare dieci litri al minuto, ne scende circa mezzo litro ogni cinquanta secondi, nei giorni scorsi era addirittura a secco. Non possiamo fare altro che portare acqua in quota con le autobotti. Non sappiamo più davvero cosa fare»
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di Monia Orazi

Tre viaggi al giorno, quattro ore sotto al sole andata e ritorno e settecento euro di spesa: manca ancora l’acqua sui pascoli dei Sibillini e gli allevatori sborsano di tasca propria, per mantenere in vita il proprio bestiame. La denuncia viene dall’allevatore Giovanni Paris di Ussita. Di recente per ovviare alla crisi idrica si sono attivati i comuni di Visso, Pieve Torina ed Ussita, per cercare di attingere acqua da alcune sorgenti in quota, nella zona dei Piani di Pao.

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Giovanni Paris

Ad Ussita, un’ordinanza comunale ha stabilito un collegamento provvisorio tra una sorgente in quota ed i fontanili nella zona di Arette e Macereto.

Il comune di Ussita ha affidato una serie di indagini allo studio geologico Geoequipe di Tolentino, scoprendo che in quota la fonte della Lanna ha la portata idonea per alimentare l’abbeveratoio delle Arette, stabilendo di mettere in opera una tubatura temporanea che convoglia l’acqua verso il ripartitore di Macereto e da lì verso la fonte delle Arette.

pascoli-siccita-1-e1657121617614-580x650Il tubo è stato regolarmente installato una quindicina di giorni fa, dagli operai dei comuni di Ussita e Visso, ma la portata dell’acqua è molto scarsa. In quota ci sono circa 400 animali, tra bovini, ovini, caprini e diversi cavalli. Spiega Paris: «Il tubo scende da quota 1700 metri, ma non viene acqua. Ne dovevano arrivare dieci litri al minuto, invece ne scende circa mezzo litro ogni cinquanta secondi, nei giorni scorsi era addirittura a secco. Non possiamo fare altro che portare acqua in quota con le autobotti. Il tubo non è stato interrato e l’acqua scende caldissima. Non sappiamo più davvero cosa fare. Abbiamo inviato segnalazioni e Pec ma nessuno ha risposto. E’ un intervento che non risolve il problema, non possiamo andare avanti così». Il terremoto ha sconvolto l’idrografia dei Sibillini e da allora per gli allevatori ci sono stati grossi problemi di approvvigionamento, quando durante la stagione estiva, il bestiame viene fatto salire dalle stalle ad alta quota, per il pascolo estivo. Sino all’anno scorso è stata trasportata acqua con i fondi della Protezione civile regionale per l’emergenza sisma, servizio ora sospeso. Sono state indicate diverse soluzioni, come la realizzazione di bacini idrici di accumulo, nuovi allacci alle sorgenti, ma i problemi permangono. Il sindaco di Visso Gian Luigi Spiganti Maurizi ha anche scritto alle autorità competenti, chiedendo di destinare ai Comuni fondi per il trasporto idrico di acqua alle frazioni ed agli allevamenti della zona. A Visso la criticità riguarda la frazione di Cupi.



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