Ha una relazione con un collega,
finisce vittima di stalking
BELFORTE - Un 57enne ha patteggiato 5 mesi al gup del tribunale di Macerata. Avrebbe minacciato una donna, prendendosela anche con il marito di lei: «Stesse calmo sennò mi trova quando meno se lo aspetta e poi lo sistemo per sempre così è finita la storia una volta per tutte»
di Gianluca Ginella
Una relazione extraconiugale con un collega finisce in un caso di stalking. Sotto accusa un treiese di 57 anni, che oggi ha patteggiato cinque mesi. Secondo l’accusa l’uomo aveva avuto una relazione con una donna sua coetanea e collega di lavoro, sposata. Il 57enne, difeso dall’avvocato Paolo Marchionni, avrebbe iniziato a perseguitare la donna con dei messaggi minacciosi. Il primo di questi che gli viene contestato lo aveva scritto il 20 ottobre 2020 quando l’uomo avrebbe detto, riferendosi al marito della donna: «stesse calmo sennò mi trova quando meno se lo aspetta e poi lo sistemo per sempre così è finita la storia una volta per tutte. Io non ho niente da perdere a questo punto». Da lì ne sarebbero seguiti diversi altri. Come quello del 14 novembre del 2020 quando avrebbe minacciato la donna via sms: «Tu farai una finaccia, fidati… ‘mo so cazzi tuoi… me volevo fermare pure io dopo andava a fini male portavo la pistola e vi è andata bene a tutti fidati». L’11 marzo 2021 l’avrebbe minacciata di pubblicare sue foto dal contenuto sessualmente esplicito se non si fosse trovata all’uscita del luogo di lavoro. Tra il 12 marzo 2021 e il 22 marzo 2021, l’avrebbe minacciata su Facebook dicendo che avrebbe diffuso dei filmati sessualmente espliciti che li ritraevano dicendo «sei una grande, ora vedremo i grandi filmati che abbiamo fatto». Il 23 marzo avrebbe scritto: «se mi arriva a casa ricordati che faccio partire i filmati e sono consenzienti e uno me lo hai mandato tu». Il 21 aprile le avrebbe scritto che avrebbe fatto vedere a tutti che donna fosse, se lei non lo avesse incontrato per un chiarimento. Il 26 maggio 2021 avrebbe fatto una ulteriore minaccia dicendo «dopo vengo su e non provare a richiuderlo più il telefono che ti butto di sotto», riferendosi al fatto che la donna aveva riagganciato il telefono di casa non appena si era accorta che era l’imputato a chiamare. Il 28 maggio 2021 avrebbe scritto messaggi in cui diceva «se mi fate del male sono pronti i miei amici dell’Albania, te lo dico prima, già pagati con i tuoi soldi». Il 7 giugno 2021 avrebbe scritto alla donna: «vengo su e non scappate vivi da casa vivi». Il 28 giugno 2021 avrebbe pedinato la donna e mandato un messaggio dicendole: «complimenti fai aperitivo alla grande vedo, con tuo marito. Sei ritornata alla tua vita bella, sono felice per te, complimenti». Il 28 agosto avrebbe scritto «devi morirci insieme a quesso (questo, ndr) brutto e se me fai del male succederà prima». I fatti contestati sono avvenuti a Belforte. Oggi all’udienza davanti al gup Domenico Potetti del tribunale di Macerata l’uomo ha patteggiato 5 mesi, pena sospesa.
