Energico, travolgente e romantico
Il concerto di Appassionata è un trionfo
MACERATA - Al Lauro Rossi il Quartetto Werther si è esibito in uno splendido programma tra Mahler, Schumann e Strauss conquistando letteralmente la platea in sala che ha ricambiato con un lunghissimo applauso

Quartetto Werther
di Marco Ribechi
Con un viaggio nel profondo dell’Io, come vuole la tradizione romantica, Appassionata conquista il cuore del pubblico del Lauro Rossi che risponde con un lunghissimo e caloroso applauso. È stato uno splendido trionfo quello realizzato dal Quartetto Werther nel teatro maceratese attraverso un concerto di rara bellezza e coinvolgimento. I quattro musicisti sul palco (Misia Iannoni Sebastianini al violino, Martina Santarone alla viola, Vladimir Bogdanović al violoncello e Antonino Fiumara al pianoforte) hanno saputo dominare la scena sia con la loro eccellente tecnica musicale che con la loro presenza discreta, delicata, ma allo stesso tempo assolutamente decisa e determinata. Il programma scelto, capace di mantenere una forte tensione emotiva per tutta la durata dell’evento, ha rappresentato un percorso musicale nell’epoca romantica, momento storico in cui i pensatori, e quindi anche gli artisti, si interrogavano soprattutto sui significati della propria vita e dell’essere al mondo, declinandolo secondo differenti attitudini.

Un momento del concerto
Così i tre compositori portati a programma, Gustav Mahler, Robert Schumann e Richard Strauss, sono diventati le lenti di ingrandimento attraverso cui analizzare altrettanti approcci filosofici ed esistenziali. Mahler compose in età giovanissima, a soli 16 anni, il Quartettsatz in la minore in cui però riversò una dolorosa e premonitrice visione della morte che poi lo accompagnerà per tutta la vita in quanto perderà in successione fratello, madre e figlia, portandolo all’inizio del Novecento a comporre i canti per i bambini morti. Il quartetto presentato, scritto in forma-sonata, si è sviluppato tra un tema lirico e un secondo molto ritmato mantenendo per tutta la sua durata una forte componente drammatica, quasi tragica. Il secondo artista proposto è stato Schumann con il quartetto in mi bemolle maggiore con cui lo stesso autore ha voluto indagare il concetto del doppio attraverso repentini cambi di atmosfere, oscillando tra la felicità più dilagante fino alla cupezza più profonda. Si narra infatti che lo stesso Schumann soffrisse di sindrome bipolare che riproponeva anche nelle fasi compositive. L’opera in questione è datata 1842.
Se Mahler si addentra nel dolore e Schumann nel doppio a Strauss dobbiamo l’indagine del Super Io, lo stesso che dominava in parte la vita dell’autore spesso odiato dagli stessi orchestrali per la sua tendenza a comporre musiche estremamente complesse da riprodurre. Il Quartetto in do minore, composto a circa 20 anni, possiede sia il carattere della sperimentazione che una forte maturità artistica e musicale. Travolgente ed energico contiene già elementi innovativi che si riscontreranno nei decenni seguenti. Il concerto, secondo queste linee guida, ha letteralmente infiammato la platea che attraverso un lunghissimo applauso ha praticamente invitato i quattro giovani e talentuosi musicisti ad esibirsi in un richiestissimo bis. Il brano proposto è stato a sua volta un’assoluta sorpresa che ha trasformato il quartetto in una sorta di orchestrina turca o persiana, con il violoncellista intento a suonare il suo strumento come una percussione. Lo stupore però è stato ancora più grande quando si è scoperto che l’aria dal sapore mediorientale proposta era in realtà una composizione di Richard Strauss, gli Arabischer Tanz, una gloria nel trionfo.
Il prossimo appuntamento con Appassionata è in programma per il 14 marzo con un duo violoncello e pianoforte tutto al femminile grazie alle interpreti Julia Hagen con Annika Treutler che si esibiranno su arie di Robert Schumann e Felix Mendelssohn.
(foto di Alfredo Tabocchini)



