Elio più Jannacci, mix esplosivo:
applausi e risate al Lauro Rossi

MACERATA - Tutto esaurito per lo spettacolo "Ci vuole orecchio" che sarà replicato anche questa sera. Un divertente ed intelligente cabaret di teatro canzone che presenta i successi del cantautore milanese intervallati da esilaranti gag del leader delle Storie Tese che ha dichiarato: «Sono cresciuto a pane e Jannacci»

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Elio con i suoi musicisti

 

di Marco Ribechi

“Jannacci arrenditi, sei circondato, vieni fuori!”. Su un palco coloratissimo e luminoso Elio esce con in mano un megafono rosso, urlando verso la platea come un agente dell’FBI durante una rapina in banca. Parte la musica e subito il pubblico capisce che non sarà uno spettacolo come tutti gli altri, considerando la perfetta accoppiata surreale che unisce il cantautore medico milanese e l’irriverente Stefano Belisari, in arte Elio.

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L’inizio dello spettacolo

Inizia così il viaggio nella comicità surreale di “Ci vuole orecchio” presentato nel teatro Lauro Rossi di Macerata che, dato il tutto esaurito della prima serata di ieri, replicherà con una nuova messa in scena questa notte. Lo spettacolo offerto da Elio e la sua band non è solo un tributo di cover per ricordare il geniale caposcuola del cabaret italiano, scomparso nel 2013 ma ancora molto presente nella cultura di massa, tutt’ora di culto nel capoluogo lombardo.

Quella pensata da Elio e dal drammaturgo e regista Giorgio Gallione è un’operazione teatrale su Jannacci che richiama soprattutto le sue prime produzioni, in cui veniva usato molto il dialetto milanese, ma anche l’esperienza televisiva da Saltimbanchi si muore, a Ci vuole orecchio che hanno dominato i palinsesti Rai negli anni ‘80, fino a M.B.U.* Quelli di Jannacci, in cui il varietà si trasformava in una vera e propria fucina di giovani talenti emergenti. Sul palco del teatro Elio tenta con successo un’operazione simile, innanzitutto coinvolgendo  giovani musicisti che lo accompagnano non solo da un punto di vista sonoro ma anche teatrale, come dimostra l’esilarante gag dedicata al turpiloquio con il bassista intento a sciorinare a squarciagola volgarissimi epiteti che si trasformano in splendida parodia. «Sono cresciuto a pane e Jannacci – spiega lo stesso Elio fuori scena – non so se il mio modo di essere sia stato determinato dall’ascolto della sua musica oppure se la sua musica abbia incontrato la mia anima accordandosi ad essa. So solo che in lui ci sono tutti gli elementi che amo, il dramma, il surrealismo, la comicità».

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La gag della mucca

Durante lo show quindi i due artisti milanesi, legati da questo sottile fil rouge, si fondono in un unico essere facendo letteralmente perdere i confini tra ciò che è opera del cantautore milanese e ciò che invece è stato inserito da Elio per questo specifico spettacolo. Il risultato è letteralmente esplosivo con i brani di repertorio intervallati da divertentissimi monologhi capaci anche di riattualizzare il messaggio delle canzoni nella nostra epoca. Ė questo il caso ad esempio della scenetta sulle varie tipologie di scarpe da tennis specifiche per attività assurde, come lo snaking che consiste nel percorrere almeno venti chilometri strisciando come un serpente o lo stopping, le scarpe per chi desidera fare una pausa durante un’escursione. Il suddetto monologo offre un ritratto grottesco delle mode del momento e anticipa il brano El Purtava i Scarp de Tennis, introducendolo alla perfezione. Lo stesso avviene per ogni altro pezzo: l’assurdità della ristorazione moderna anticipa “Parlare con i limoni” (dove c’è il verso “io e te che mangi le mie acciughe”), una paradossale rapina in banca ad opera di una mucca apre a “Faceva il palo (nella banda dell’Ortica)” o il botta e risposta tra due innamorati sui muri della periferia a colpi di spray introduce il brano “La luna è una lampadina”.

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Elio

Ne risulta uno spettacolo davvero esilarante, con un Elio esuberante e vulcanico ma che, allo stesso tempo, è in grado di far riflettere con il sorriso sulle labbra, come dovrebbe essere il cabaret ben differente dalla comicità vuota e fatta di schemi ripetuti con cui spesso la televisione addomestica i suoi spettatori. Il pubblico, che ha fatto registrare il tutto esaurito, approva e sostiene con risate e scroscianti applausi finali in grado di costringere Elio ad esibirsi in “L’importante è esagerare” scelta come bis. «Lo show sarebbe terminato così, non erano previste altre canzoni ma visto il clamore con cui lo richiedete abbiamo deciso di concederci ancora», evidentemente nell’epoca della comicità forzata e del politically correct a tutti i costi si sente ancora il bisogno di un po’ di quel sottile modo di schernire e canzonare tipico del compianto genio milanese.

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La coda davanti al teatro Lauro Rossi, tornato quasi a capienza completa (foto dell’assessora Katiuscia Cassetta)

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