Contrasto al piccione,
«salviamo i girasoli»
LE INCURSIONI dei volatili mettono a rischio le coltivazioni, secondo Coldiretti: «Bene la gestione della fauna selvatica fatta dalla Regione, dimostra più sensibilità verso gli agricoltori, danneggiati dal proliferare delle specie più invasive»

Alberto Frau, direttore generale Coldiretti Marche
«Sulla gestione della fauna selvatica, e in particolare adesso sui piccioni, va fatto un plauso alla Regione perché sta dimostrando un approccio meno ideologico e più sensibilità nei confronti degli agricoltori, la categoria più danneggiata dallo squilibrio ambientale dovuto al proliferare indisturbato delle specie più invasive».
Così Coldiretti Marche interviene sulle mosse che la Regione sta attuando sul contrasto al piccione. «L’aver autorizzato proprietari e conduttori dei fondi a intervenire direttamente sui propri terreni agricoli, come chiesto da tempo da Coldiretti, consentirà di tagliare i tempi di intervento per difendere le semine – spiega Alberto Frau, direttore generale di Coldiretti Marche -. Occorre tutelare le imprese, soprattutto quelle che coltivano girasole particolarmente colpito dalla incursioni dei piccioni che popolano le città e si spostano nelle aree rurali a caccia di cibo. Proprio il girasole, è una coltivazione talmente diffusa nelle Marche che la nostra è la prima regione d’Italia e al centro degli accordi di valorizzazione dell’olio di semi 100% italiano frutto dell’accordo tra Filiera agricola italiana spa (Fdai) e Olitalia. Contratti di filiera che riguardano circa 150 imprese agricole per quasi 2mila ettari di terreni, secondo i dati di Consorzi Agrari d’Italia».