Zhu dà il via all’anno della Tigre:
l’asso del violino incanta Appassionata

MACERATA - Per il capodanno cinese al Lauro Rossi in scena il violinista di origini cinesi già vincitore del premio Paganini nel 2018. Stella mondiale, celebre per la sua classe immensa e la sua tecnica inarrivabile, è stato accompagnato al piano da Federico Nicoletta. LA RECENSIONE E LE FOTO

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Kevin Zhu e Federico Nicoletta

di Marco Ribechi

Una tigre ancora in gabbia ma pronta a dare dimostrazione della sua forza. Il nuovo anno cinese, nel segno del potente felino, è stato festeggiato ieri al Teatro Lauro Rossi di Macerata con un concerto che ha portato nella città di Matteo Ricci uno dei più grandi astri mondiali del violino, Kevin Zhu, esecutore “mostruoso” e vincitore nel 2018 del premio Paganini. Accompagnato al piano da un altro talento, Federico Nicoletta, il duo ha offerto un programma strepitoso basato su Gershwin, Wieniawski, Schubert e, appunto, Paganini. «In questa serata vogliamo omaggiare lo stretto e profondo legame che abbiamo con la Cina – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli – siamo molto felici di poter dare il via a questa celebrazione poiché negli ultimi anni non è stato possibile scendere in piazza». Sulla stessa linea anche il presidente dell’istituto Confucio Luigi Lacchè e il direttore Giorgio Trentin che hanno espresso il desiderio di tornare a camminare per le vie del centro con draghi, costumi e danzatori per quella che, a tutti gli effetti, era diventata una festa popolare attesa da tutta la cittadinanza.

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Da sinistra: Luigi Lacchè, Giorgio Trentin, Daniela Gasparrini e Sandro Parcaroli

Dopo una breve introduzione di Daniela Gasparrini, presidente dell’Associazione Appassionata organizzatrice dell’evento, le parole alla musica. Kevin Zhu è una vera e propria figura di spicco nel panorama violinistico mondiale grazie alla sua tecnica assoluta e alla sua impareggiabile maestria. Infatti quest’anno, con la Polish Baltic Philarmonic, porterà in tour il violino di Paganini detto “Il cannone”, passando anche per il Quirinale, per poi intraprendere il progetto di eseguire tutti e 24 i capricci di Paganini in un unico concerto, un’impresa riservata solo a pochissimi violinisti. Date queste premesse è evidente che anche il concerto maceratese rientra, di fatto, in uno di quegli appuntamenti memorabili e unici possibile solo grazie al grande lavoro corale realizzato da tutti gli organizzatori.

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Un momento del concerto

In apertura Porgy and Bess, una suite del compositore americano George Gershwin, celebre anche per la Rapsodia in blu, seguita da Fantaisie brillnate sur des motifs de l’opeèra di Henryk Wieniawski. Violinista polacco, tra i più abili del suo paese e grande estimatore della tecnica di Paganini, è autore di circa trenta opera tra cui quella presentata sul palco del Lauro Rossi, pensata per re Cristiano IX di Danimarca e basata sui temi del Faust di Gounod. Zhu, sempre composto e sorridente, sembra per tutto il concerto non accusare un minimo segno di stanchezza, quindi basta un brevissimo intervallo per ricominciare con Shubert e la Fantasia in do Maggiore sul Lied Sei mir gegrüsst, un’opera  composta nel 1827, della durata di circa 25 minuti che però fu poco compresa dai suoi contemporanei a causa di un’eccessiva libertà formale tanto che fu definita da un critico: “un’opera che supera di un po’ il tempo che i viennesi sono disposti a dedicare ai propri piaceri”. In conclusione l’attesissimo Paganini catturato ne I palpiti in la maggiore, particolari per la necessità di iperaccordare il violino, tecnica che lo stesso Maestro utilizzava per poter eseguire con più facilità brani estremamente virtuosistici.

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Kevin Zhu

In ogni sessione Zhu, accompagnato da Nicoletta, si è dimostrato impeccabile dimostrando tutta la ragione della sua fama. Uno spettacolo che ha lasciato senza parole anche il folto pubblico in platea incapace di smettere di applaudire di fronte a tanto talento. Nell’astrologia cinese l’anno della tigre è dominato dall’imprevedibilità, ricco di colpi di scena, capace di incarnare forza e coraggio ma anche sorprese tra cui gli splendidi virtuosismi presentati da Zhu, maestro di classe e  creatività artistica.

Il terzo degli appuntamenti di Appassionata è in programma il 15 febbraio con il Quartetto Werther.

(foto Alfredo Tabocchini)

 

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