Santo Stefano, presidio Cobas
«I diritti dei lavoratori
vanno rispettati»

POTENZA PICENA - Dal 6 al 10 dicembre protesta dei lavoratori della sanità privata del sindacato di base: ««L'impennata dei prezzi al consumo dovuta ai rincari delle materie prime sta riducendo al limite della tollerabilità il potere d'acquisto degli stipendi, fermi al 2007»
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Una delle precedenti proteste dei lavoratori

Prosegue la mobilitazione del Cobas -Santo Stefano con un presidio che si terrà davanti all’istituto di riabilitazione di Porto Potenza dal 6 al 10 dicembre. «L’impennata dei prezzi al consumo dovuta ai rincari delle materie prime sta riducendo al limite della tollerabilità il potere d’acquisto degli stipendi (fermi al 2007) dei lavoratori della sanità privata – denuncia il sindacato – Ancor più grave è la situazione di tutti i lavoratori precari o assunti in anni più recenti che subiscono una discriminazione salariale con stipendi inferiori di circa il 20% rispetto ai colleghi con maggiore anzianità di servizio».

«Kos Care, tramite il suo amministratore delegato – sottolinea il sindacato – fa sapere che simili questioni vanno affrontate e risolte ai tavoli, ma non riconosce i diritti sindacali al Cobas -Santo Stefano- , rifiutando così ogni tipo di confronto con il sindacato più rappresentativo del Santo Stefano. E’ evidente come tale presa di posizione da parte di Kos Care sia finalizzata ad esasperare i lavoratori che hanno deciso di auto-organizzarsi in un sindacato di base, mantenendo così relazioni sindacali connotate da carattere di esclusività solo con quelle organizzazioni sindacali che contribuiscono, con il loro immobilismo e con le loro firme su accordi svantaggiosi per i lavoratori, ad uno stallo che si protrae da troppo tempo».

«Kos Care, Cgil Cisl e Uil – continua il Cobas – rimandano ogni responsabilità relativa all’aspetto economico di questa grave situazione alla Regione Marche, la quale da mesi promette coperture economiche agli oneri derivanti dagli adeguamenti salariali, salvo poi rimandare di continuo una decisione definitiva sulla questione. Nessuno dice però che la giunta Acquaroli, non diversamente dalle giunte che l’hanno preceduta, permette a Kos Care di applicare nelle sue strutture politiche aggressive di contenimento dei costi, nonostante gli importi che la Regione Marche eroga a copertura dei costi gestionali delle strutture sanitarie private non abbiano subito alcun taglio nel corso degli anni. I lavoratori non si stancheranno di protestare finché questa situazione iniqua non avrà fine. I lavoratori pretendono che vengano rispettati i loro diritti basilari – conclude il sindacato – tra cui la libertà di scegliere il sindacato da cui farsi rappresentare e un trattamento remunerativo che garantisca, come affermato dall’art 36 della Costituzione, “un’esistenza libera e dignitosa”».



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