Comprano casolare e trovano 26 gatti,
scattano i soccorsi e le indagini
Il responsabile individuato dai Forestali

TREIA - Una donna ha allertato l'Oipa dopo aver scoperto l'esercito di mici (uno era morto) dentro una stanza. Una gatta dai colori particolarissimi ha portato i carabinieri sulle tracce del colpevole del maxi abbandono. Del caso si sono occupati anche polizia locale e Asur. Laura Raccosta, coordinatrice delle guardie zoofile dell'associazione, insieme ai volontari sta cercando una casa per i felini: «In provincia abbiamo altri casi di accumulatori di animali»
- caricamento letture
245783064_4322818787829148_2994857927051544785_n-650x488

La colonia di gatti abbandonata nella stalla del casolare

 

di Leonardo Giorgi

Una coppia compra un vecchio casolare in campagna, lo visita per preparare la ristrutturazione e da una settimana all’altra spuntano dal nulla più di venticinque gatti. È un maxi abbandono di mici quello avvenuto a Treia. Almeno 26 gatti, tra cui uno putroppo morto, sono stati ritrovati dalla coppia nella struttura da poco acquistata. Una storia di abbandono, ma anche di speranza, che coinvolge una stalla, una soffitta, volontari virtuosi che da giorni stanno lavorando senza sosta per trovare una casa agli animali e un’indagine che si è sbloccata grazie al riconoscimento di un gatto unico, diverso da tutti gli altri.

E’ lo scorso 26 settembre quando la proprietaria del casolare entra nella stalla e si vede osservata da una cinquantina di occhietti. Almeno 26 tra gatti e gattini avevano fatto casa tra la muratura, vecchi arnesi, bancali, tavole di legno e pertugi. La ragazza era stata sul posto la settimana prima e non c’era nessun felino nei paraggi. Per questo motivo si è pensato immediatamente all’abbandono di un’intera colonia di mici, per la maggior parte simili tra di loro. I gatti inoltre mostravano un atteggiamento domestico, molto tranquillo in presenza di umani. Non sapendo assolutamente cosa fare, la ragazza riesce a trovare il contatto dell’Oipa Macerata, associazione che si occupa di tutela di animali, che si fa subito carico dell’emergenza, contando sulla collaborazione del gruppo volontari Macerata di Zampamicia e sull’aiuto dell’associazione Argo. «Quando ho ricevuto la chiamata non potevo immaginare una cosa del genere – racconta Laura Raccosta, coordinatrice delle guardie zoofile dell’Oipa Macerata -. Pensavo si trattasse di una donna che si lamentava dei soliti gatti di campagna in una casa. Poi ho visto le foto e ho capito la situazione. Nelle immagini inoltre abbiamo riconosciuto un gatto molto particolare: una gatta squamina di diversi colori, con la punta della coda rossiccia e un occhio che ha una terza palpebra. Sfido chiunque a trovare in provincia un gatto uguale a questo. Quella gatta l’avevamo già vista l’anno scorso, prima del Covid, in un intervento in zona per un caso di accumulo di animali». Laura, insieme a colleghi e volontari, si attiva e per prima cosa pensa alle priorità, come portare cibo ai gatti, capire di che tipo di cure hanno bisogno, fare il censimento di tutti gli animali e far partire una campagna di donazioni e, ovviamente, adozioni. «Sul posto, era evidente che i gatti erano animali di casa. Abbiamo poi capito che, nella casa del presunto autore dell’abbandono avrebbero potuto esserci altri gatti, quindi abbiamo chiesto l’intervento di carabinieri forestali, Asur e polizia locale. I forestali sono stati velocissimi, nel giro di 24 ore sono arrivati nella casa, insieme a polizia locale, servizio veterinario Asur e noi di Oipa, e hanno recuperato due dei sette gatti probabilmente ancora all’interno della soffitta e della cantina dell’abitazione, individuando anche il presunto autore del maltrattamento».

gatti-abbandonati-maxi-abbandono-treia-passo-di-treia-oipa-zampamicia622_4337601863017507_3742740736745275449_n-325x244

Questa mattina, a Treia, racconta Laura «i carabinieri forestali hanno accertato il maltrattamento e hanno denunciato il presunto responsabile», che dovrà rispondere di maltrattamento e abbandono di animali.

L’Oipa Macerata nelle prossime ore darà comunicazione di notizia di reato per l’abbandono. «Purtroppo abbiamo trovato anche 2 carcasse. In tutto ora ci occupiamo di 28 gatti. Quattro di questi sono già stati prenotati. Due sono stati visitati da un veterinario, così come altri 5 nelle prossime ore. Abbiamo 24 gatti da adottare, esclusi quelli che dobbiamo recuperare. Siamo in attesa di censimento, come associazione abbiamo chiesto di intestarci l’intera colonia».

Sono stati giorni intesi per l’Oipa e per il gruppo Zampamicia, due associazioni unite da una collaborazione storica. Emergenze del genere non capitano tutti i giorni, ma la coordinatrice sottolinea: «C’è da fare attenzione. È vero che non capitano sempre situazioni così, ma è anche vero che non si va a cercarle. In provincia abbiamo altri casi di accumulatori di animali». Laura Raccosta ha le idee chiare su che cosa dovrebbero fare le autorità per contrastare problematiche di questo genere e non far cadere sulle associazioni di volontari il peso di operazioni di una così grande portata: «Innanzitutto c’è bisogno del riconoscimento della patologia da accumulo di animali. È riconosciuta dalla legge negli Stati Uniti per esempio, e in quel caso intervengono forze dell’ordine, servizi sociali e psichiatri, tutti insieme. In Italia invece questo fenomeno non è classificato, se non in qualche caso sporadico da parte di sindaci virtuosi. Nel nostro territorio inoltre non esiste un gattile sanitario vero e proprio, c’è solo un’oasi a Civitanova. L’assenza di questo tipo di strutture mette in difficoltà le associazioni che operano sul territorio». Inoltre, spiega Raccosta, «anche quando ci sono casi così eclatanti, la legge non prevede strumenti per impedire a queste persone di prendere altri animali. L’accumulo è una forma di maltrattamento, ma il maltrattamento è un reato che viene compiuto con dolo. Quindi dimostrare l’effettivo reato in casi simili non è sempre facile».

Comunque, in questo momento, tanti gatti abbandonati stanno cercando casa. Chi vuole dare una mano ha a disposizione diversi contatti: la pagina Facebook Zampamicia Macerata, la pagina dell’Oipa Macerata, il contatto attraverso WhatsApp al numero 3331835785, la possibilità di effettuare donazioni all’Oipa a questo indirizzo



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X