Maxi furto nel negozio di bici,
bottino di oltre 30mila euro
TOLENTINO - Ancora un colpo ai danni del Chienti Bike: è il quinto in quattro anni. In azione una banda di quattro persone. Sparite due biciclette elettriche e una da downhill, tutte top gamma. L'amarezza dei proprietari

L’interno del negozio con le bici mancanti
di Francesca Marsili
Ennesimo furto ai danni del negozio di biciclette “Chienti bike” di Tolentino, il quinto in quattro anni. Bottino: due bici elettriche e una da downhill, tutte top di gamma, per un valore che si aggira attorno ai 30mila euro.
Erano circa le 3,20 della notte tra lunedì e martedì scorso quando alcuni malviventi si sono introdotti nel negozio di contrada Le Grazie passando dall’entrata principale, forzando la serratura della porta d’ingresso e facendo scattare l’allarme. Poco più di quattro minuti per aprire la serratura ed entrare, venti secondi per portare fuori la refurtiva dirigendosi poi sul retro dello stabile dove molto probabilmente era parcheggiato il mezzo su cui sono state caricate le biciclette. Immediato l’intervento dei carabinieri della compagnia di Tolentino che si sta occupando delle indagini per risalire agli autori del furto. Dalle registrazioni delle telecamere interne acquisite dai carabinieri, sembrerebbero essere stati in quattro.

Una delle telecamere installate nel negozio
«L’applicazione collegata alle telecamere interne al negozio aveva segnalato sul mio telefonino dei movimenti sospetti già alle 2,40 – racconta uno dei due fratelli Chiarello titolari dell’azienda, esausto dopo l’ennesimo furto – la vigilanza privata è subito intervenuta entrando a perlustrare il negozio mentre io li seguivo attraverso l’applicazione, ma non hanno trovato nulla. Probabilmente si erano nascosti, stavano cercando di capire quanto tempo occorresse loro per mettere in atto il raid. Poi sono entrati alle 3,40 rubando tre biciclette, le altre non sono riusciti a caricarle perché erano legate». Nel marzo del 2020 la “Chienti bike” era nuovamente finita finita nel mirino dei ladri che erano riusciti -sfondando la vetrata posteriore – a caricare merce per un valore di oltre 200mila euro. In quell’occasione i titolari avevano anche lanciato una raccolta fondi, temendo che il furto potesse metterli definitivamente in ginocchio.
