Lutto nell’Ordine dei medici,
muore l’odontoiatra Cristina Monachesi

MACERATA - La stimata dottoressa si è spenta all'età di 73 anni dopo una lunga malattia. Il ricordo del presidente Romano Mari. Le parole del Consiglio delle donne: «La sua forza e grinta rimarranno di esempio per tutte noi»
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Cristina Monachesi

 

di Leonardo Giorgi

Lutto nell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Macerata, è morta a 73 anni la dentista Cristina Monachesi. La stimata dottoressa, fino allo scorso anno presidente dell’Albo degli odontoiatri della provincia, si è spenta lunedì mattina. Per volere della donna, la famiglia ha dato notizia del lutto solo a tumulazione avvenuta. La dottoressa Monachesi era malata da tempo. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme nell’Ordine dei medici, dove Cristina Monachesi ha svolto l’attività di consigliera per oltre venti anni. I colleghi la ricordano come una professionista che, oltre a essere di grandissima preparazione, si è sempre battuta per temi sociali importanti come la femminilizzazione nel lavoro sanitario, la lotta alla violenza contro gli operatori sanitari, ambiente e salute.

La scomparsa della donna ha lasciato increduli i medici dell’Ordine, come sottolineato dal presidente Romano Mari. «Tutto il Consiglio dei medici e degli odontoiatri, l’attuale presidente della commissione odontoiatri Vincenzo Crognoletti, siamo addolorati, commossi e increduli per questa notizia. Io avevo sentito Cristina dieci giorni fa e mi diceva che stava un pochino meglio, già voleva organizzare dei nuovi progetti per settembre. Persona che si è battuta molto per la femminilizzazione, per i pari diritti tra medici uomini e medici donne. Battaglie di grande attualità, pensando che attualmente i medici sotto i 40 anni sono per la maggior parte donne. Il servizio sanitario nazionale calato sull’uomo e non sulla donna, oggi invece questa femminilizzazione è una risorsa, del nostro ordine e della società. Faceva parte del Consiglio delle donne del Comune di Macerata. Lei si è battuta tantissimo per rimarcare la violenza contro gli operatori sanitari, in particolare contro le donne. Ha organizzato diversi convegni per sottoporre a forze dell’ordine, dirigente e pubblico problemi come il bisogno di tutela e sicurezza delle guardie mediche, spesso giovani donne in posti isolati e senza servizi. Si è impegnata in commissioni su ambiente e salute, tutela della donna. Persona di grande acume ed estremamente delicata, che se ne è andata in punta di piedi, senza disturbare, come era nel suo carattere. Ci stimavamo a vicenda, lei non ha mai messo in dubbio la mia attività, anche se dava sempre consigli e critiche con il massimo rispetto».

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«Ci ha lasciato una donna insostituibile. Ci ha lasciato in punta di piedi, a modo suo, secondo la sua personalità sorprendente e originale, generosa, grintosa e aperta, mai negativa. Una donna attenta alla realtà sociale cui dedicava molto del suo tempo libero, a partire dalle occasioni offertele dalla sua professionalità. È stata una vulcanica vice-presidente del Consiglio delle donne del Comune di Macerata del 2015-2020, ed era ancora presente e propositiva in quello attuale». Con queste parole Sabrina De Padova e Ninfa Contigiani, presidente e vicepresidente del Consiglio delle donne ricordano ricordano Cristina Monachesi. «L’ultima volta che l’abbiamo incontrata è stato qualche mese fa – continuano De Padova e Contigiani –  il Consiglio delle donne aveva ragionato di cercare figure specializzate per aiutare gratuitamente chi ne avesse bisogno dopo l’esperienza delle restrizioni sociali per la pandemia. Con quella sua capacità di mettersi a disposizione, lei si arrivò immediatamente dando il suo contributo nel contattare chi di dovere e muovendosi operativamente per l’eventuale realizzazione di sportelli d’ascolto. Da donna medico consapevole e attenta ha sempre tenuto presente quanto cercare di lenire il disagio psicologico fosse parte importantissima della salute delle persone. Una donna orgogliosa di esserlo, capace di cogliere le specificità femminili come valori arricchenti la professione medica umanamente e dal punto di vista clinico, perché è alle donne medico che si deve l’emersione della medicina di genere chiariva sempre. E spronava tutte ad andare avanti, in particolare le donne giovani della sua professione, nonostante le difficoltà di riconoscimento adeguato e il pericolo di violenze che considerava lucidamente come fenomeni gravi da far emergere e da combattere, come faceva lei sempre in prima fila per questo. Cristina ha dedicato, con tenacia e impegno, la sua presenza nell’Ordine dei medici e nel Consiglio delle donne a cercare di creare condizioni migliori per tutte le donne e rimanendo sempre libera e senza conformismi. Come presidente e vicepresidente del Consiglio delle donne, a nome di tutte le componenti che l’hanno conosciuta – concludono – esprimiamo un profondo dolore e le nostre più sentite condoglianze ai familiari, nell’idea che la sua forza e grinta rimarranno di esempio per tutte noi».

 

 

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