«Draghi fa green washing,
noi chiediamo una società diversa
e un reddito di base incondizionato»

MACERATA - Manifestazione in piazza della Libertà del movimento Società della cura: «L'obiettivo è quello di affrontare il collasso ambientale e l'ingiustizia sociale ripudiando la gerarchia di valori e di poteri che governa il mondo»

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Il sit in piazza della Libertà

di Federica Nardi

Un sit in tante piazze italiane, compresa piazza della Libertà a Macerata, per chiedere al governo un cambio di passo nella destinazione del Recovery fund. Il movimento che va sotto il nome-ombrello di “La società della cura”, a Macerata ha radunato Città in comune, Dipende da noi, Fiom Cgil, Macerata bene comune, Partito della rifondazione comunista, Potere al popolo, Strada comune e Sinistra italiana. Presenti ieri alcuni rappresentanti che hanno manifestato sotto al municipio esponendo alcuni cartelloni e simboli di partito.

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Michele Verolo

«La società della cura è un insieme di associazioni e realtà politiche in tutta Italia che propongono una società che abbia cura di sé, degli altri e delle altre e del pianeta. Opposta a quella odierna insomma – spiega Dante Guglielmi, uno dei presenti in piazza -. Abbiamo scelto la data di oggi (ieri, ndr) perché c’è la presentazione alla Camera del Recovery plan. Chiediamo opzioni diverse da quelle che prevede Draghi e sottolineiamo la necessità di un Servizio sanitario pubblico universale». Il premier, aggiunge Michele Verolo di Sinistra italiana e Macerata Bene comune (presente con lui anche Lina Caraceni), «fa “green washing”. Oltre a queste proposte contenute nel manifesto vorrei sottolineare anche il ruolo che la finanza può avere nella costruzione di una società più giusta».

società-cura-sit-in-1-325x244Tra i presenti anche Lorenzo Marconi, non a titolo Anpi ma a titolo personale e Antonio Pagnanelli di Italia nostra. Ecco il manifesto della Società della cura:

«L’obiettivo è quello di affrontare il collasso ambientale e l’ingiustizia sociale ripudiando la gerarchia di valori e di poteri che governa il mondo. Vogliamo dar voce a delle proposte alternative: un servizio sanitario universale a carico della fiscalità generale; un piano straordinario del lavoro per garantire occupazione, abolizione della precarietà, riduzione dell’orario di lavoro e parità di salario e un reddito di base incondizionato; un modello di trasporto che ribalti la logica delle “grandi opere” come il Tav favorendo la mobilità diffusa e sostenibile». Il manifesto si conclude con un’immagine di alcuni aerei militari e la didascalia: “Qui potete vedere due ospedali, tre scuole e una casa di riposo”.


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