I Pronto soccorso a rischio collasso:
«62 pazienti Covid in poche ore,
i medici non bastano più»
A MACERATA tra stanotte e questa mattina sono arrivati 38 pazienti da ricoverare, a Civitanova 24. La direttrice di Av3 Daniela Corsi: «La situazione è molto grave, in tanti mi telefonano supplicandomi di ricoverare i familiari. Non abbiamo personale per aprire un altro modulo al Covid hospital. Dobbiamo soccorrere queste persone e non farle attendere di fuori, in ambulanza»

L’ingresso del Pronto soccorso di Macerata oggi
di Federica Nardi
Nel Pronto soccorso di Macerata tra stanotte e questa mattina sono arrivate 38 persone con il Covid, quasi tutte tra i 50 e i 58 anni. Un numero record, a cui si aggiunge quello di Civitanova: 24 pazienti al Pronto soccorso. L’incubo del picco è arrivato, come temeva da giorni la direttrice di Area vasta 3 Daniela Corsi, ora alle prese con una situazione drammatica. «La situazione è molto grave – spiega Corsi -. Stiamo cercando di collocare i 38 pazienti di Macerata tra Camerino, la palazzina ex Malattie infettive e il Covid hospital. Nel Pronto soccorso di Civitanova ci sono invece 24 pazienti. Stiamo facendo le corse per attivare questi posti letto, il che ha comportato il sacrificio dell’ospedale di Civitanova (che da oggi ha interrotto i ricoveri programmati e la chirurgia ordinaria, ndr). Non abbiamo altra scelta, dobbiamo soccorrere queste persone e non farle attendere di fuori, in ambulanza. Questo prevale su tutto».

La direttrice Area vasta 3 Daniela Corsi
In entrambi i Pronto soccorso, sottolinea la direttrice, «nonostante gli afflussi riusciamo a mantenere la separazione tra “sporco” e “pulito”», cioè tra pazienti con il Covid e senza. A Macerata il numero altissimo di richieste ha costretto a riorganizzare gli spazi (ad esempio è stata aperta la Obi e sono state riempite le stanze del Pronto soccorso per evitare di lasciare i pazienti Covid di fuori).
Corsi risponde anche alle polemiche sollevate ieri da Mario Morgoni, deputato del Pd, sulla scelta di fermare l’attività dell’ospedale di Civitanova per portare il personale al Covid hospital in modo da aprire altri posti letto. «Queste polemiche campaniliste non hanno fondamento. Qui c’è da pensare a salvare la vita alle persone, no a fare polemiche – ricorda Corsi -. C’è gente giovane malata. Ci sono persone, che non conosco e non mi conoscono, che hanno trovato il mio numero e mi telefonano supplicandomi di ricoverare i familiari malati di Covid. Siamo arrivati a questi livelli». Corsi, che ricorda anche «gli anni di tagli» del sistema sanitario pubblico, aggiunge anche che «dovevamo aprire un altro modulo del Covid hospital ma non abbiamo medici. Chi non ci crede e continua a fare polemica, si metta una tuta ed entri a vedere la situazione».
Secondo le statistiche, conclude Corsi, «questa dovrebbe essere la settimana più gravosa, l’impennata, per poi calare. Lo spero». Per adesso non sono previste ulteriori riconversioni, ma il quadro è sotto stretto controllo per capire se altri pezzi di ospedali della provincia dovranno essere riconvertiti per far fronte all’impennata di richieste di ricovero.










E ti pareva che il pagliaccio politico non mettesse becco a sproposito su argomenti che non conosce, non studia e non sa. I pagliacci dovrebbero restare al circo.
Personalmente non posso che esprimere la mia vicinanza alla Dr.ssa Corsi e a tutto il personale sanitario.
Ma che cosa intende l’articolista per picco? Si legga la definizione nel vocabolario.
Capisco a inizio pandemia, ma adesso farsi il tampone rapido è una perdita di tempo, soldi e presa in giro, visto che 4 su 10 danno risultati errati, con pericolo a causa di coloro che, infetti, circolano liberamente perché il referto era negativo. Aggiungo che gli esenti dal pagamento del ticket per limiti di reddito, dovrebbero poterlo fare, gratis, a cura del SSN: cosa impossibile, a meno di essere estracomunitari.
…..e intanto i sindaci per aiutare riaprono le isole ecologiche…..