
Dafne Perticarini
di Marco Ribechi
L’amore nato in carcere diventa un romanzo. Sembra un racconto manzoniano d’altri tempi ma invece si tratta della storia reale della recanatese Dafne Perticarini, talmente reale che la protagonista ha deciso di trasformarla in un libro autobiografico dal titolo “Il Sapore della vittoria”. Perticarini ha infatti conosciuto il suo attuale compagno nell’estate del 2018 durante un periodo di volontariato al Carcere Barcaglione di Ancona. In pochi mesi quello che doveva essere un semplice rapporto lavorativo si è trasformato rapidamente in qualcosa di più, fino a diventare un vero e proprio amore capace di sconvolgere, in positivo, la vita di entrambi. «La nostra relazione è iniziata ufficialmente il 27 agosto 2018 – spiega Perticarini – in quella data ci saremmo dovuti separare per un periodo non precisato di tempo. Eravamo entrambi molto rattristati e per questo abbiamo deciso di provare a stare insieme. Non è stato affatto facile perché quando abbiamo chiesto i colloqui per conoscerci ce li hanno negati».

La scrittrice all’opera
Nonostante i vari ostacoli è stato proprio l’amore a guidare le successive scelte della ragazza recanatese: «A settembre mi sono trovata davanti a un bivio – spiega Perticarini – il mio compagno doveva essere spostato in una comunità di reinserimento a Reggio Emilia, per noi avrebbe significato una separazione difficilmente affrontabile». La ragazza però non si è persa d’animo e ha seguito le ragioni del cuore: «Ho preferito continuare a coltivare quel sentimento così forte che ci ha uniti – prosegue l’autrice – e per vari mesi ho viaggiato tra Recanati e Reggio Emilia. E’ proprio questo mio stato d’animo e questa vita sospesa, fatta di incertezze e di scelte radicali, che descrivo nel libro “Il sapore della vittoria”, uscito da pochissimo».
Nata a Recanati, dove ha vissuto per 39 anni, Dafne Perticarini è alla sua terza pubblicazione. Deve alla sua terra la formazione e gran parte delle esperienze significative che l’hanno portata a fare della scrittura un mestiere vero, fatto di servizi e creatività. Oggi la coppia ha definitivamente lasciato Reggio Emilia per tornare insieme nelle Marche, precisamente a Colli del Tronto. «In ogni mia esperienza riesco a vedere una forte influenza della mia terra d’origine – conclude Perticarini – dal volontariato negli Stati Uniti all’anno di lavoro in Emilia, essere marchigiani è un modo di essere cittadini moderni con valori antichi che permettono di entrare in empatia ovunque si vada e ottenere il meglio dalle esperienze di vita che affronta».
Va beh, meglio per loro.... Quanti amore sono nati in circostanze normali con gente che magari doveva stare chiusa dietro le sbarre ... La prigione non rende una persona peggiore di un altra che sta libera... A volte vuol dire solo che il prigioniero sta pagando o ha pagato il suo debito alla società mentre chi sta libero no.
Conosco Dafne da 10 anni, quando ancora era commessa al Lidl. Come Giusy Ferreri, la crisalide si è trasformata in artista. Convinta, cocciuta, dissociata e... brava. Predestinata.
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Si amano le due cose impossibili da amare, ciò che non esiste e ciò che non è amabile. L’esistenza e l’amabilità sembrano condizioni dell’amore, se si ama ciò che è privo dell’uno o dell’altra si ama incondizionatamente. L’amore è una cosa divina, se entra in un cuore umano lo spezza. Sarebbe meglio per un cuore spezzato non scrivere romanzi ma frammenti, brandelli, detriti, briciole per pettirossi stinti e sbiaditi…