Paolo Rossi all’Helvia Recina:
uno dei primi gol con la Juventus
«Era appena entrato in prima squadra»

ADDIO PABLITO - L'avvocato Giancarlo Nascimbeni racconta l'amichevole con la sua Maceratese del 24 settembre 1975: «All'epoca era uno sconosciuto, entrò a venti minuti dalla fine e segnò subito»
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Paolo Rossi con la maglia della Juventus

 

di Luca Patrassi

Paolo Rossi aveva 19 anni quel settembre del 1975 quando mister Parola lo fece scendere in campo: la Juve stava impattando sul 3-3 all’Helvia Recina e la squadra campione d’Italia doveva pur vincere, anche se si trattava di un’amichevole, al cospetto della Maceratese, allora protagonista del campionato di serie D. Fini 7-3 per la Juve.

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Gino, il barista della Sportiva, con Morini, Capello, Bettega, Furino

Il 2020 non è certo un anno da ricordare ma le morti di alcuni grandi campioni dello sport riportano alla memoria pagine maceratesi di grande calcio. Dopo Diego Armando Maradona in campo all’Helvia Recina con il Napoli, la tragica notizia della morte di Paolo Rossi apre un’altra pagina di ricordi maceratesi. Appunto lo stadio Helvia Recina, è il 24 settembre del 1975. La Juventus è da un paio di giorni a Macerata in preparazione del campionato e in concomitanza di una pausa dovuta ad un impegno della Nazionale. I bianconeri arrivano in città grazie ai buoni uffici di Roberto Sentimenti, figlio del celebre portiere juventino Sentimenti IV, e dell’ex arbitro internazionale Cesare Jonni, buon amico di Boniperti. La Maceratese ha al timone il senatore Rodolfo Tambroni, il direttore sportivo è l’avvocato Giancarlo Nascimbeni, il segretario è Giuseppe Monachesi. Giocava a Roma la Nazionale e la Juve non aveva gli azzurri Zoff, Gentile e Scirea ma era sempre la squadra campione d’Italia che schierava personaggi del calibro di Altafini, Bettega, Capello, Anastasi, Damiani per citarne alcuni.

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La Maceratese che affrontò la Juventus nell’amichevole all’Helvia Recina

Come dire un grande evento per Macerata e per il numeroso popolo juventino. Il ricordo è a cura dell’avvocato Giancarlo Nascimbeni: «Paolo Rossi allora era uno sconosciuto, aveva 19 anni ed era appena stato inserito nella rosa della prima squadra. Un segno comunque del fatto che Parola in quel ragazzo credeva e molto, appunto da portarlo al seguito della prima squadra. Poi che fosse uno bravo, lo dice anche il fatto che, pur entrato a venti minuti dalla fine, era riuscito a segnare subito. Peraltro era stata, fino ai 25 minuti finali, una gara tirata eravamo sul 3-3 e io cercavo di caricare il nostro allenatore Sergio Carpanesi chiedendo il massimo sforzo. Ricordo che mi sorrise e mi disse: “Guardi che è la Juve..”. Finì 7-3, per noi segnarono Stefano Cittadini, il sarnanesi Squarcia ed Esposto». Come dire, non scherziamo. Nascimbeni non riuscì a fermare la Juventus con la sua Maceratese, ma ci riuscì da tifoso granata visto che quel campionato lo vinse il Toro davanti alla Juventus. «Rossi giocò con la Juve fino a novembre, poi venne ceduto in prestito al Como in serie A, poi al Lanerossi Vicenza ed infine arrivare dove è arrivato per la gioia di tutti noi italiani. Di solito un giovanissimo che entra negli ultimi minuti non lo si ricorda, però appunto Rossi segnò e il fatto che allora la Juve si portasse dietro un ragazzo già diceva del fatto che la società lo considerava molto».

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Il tabellino dell’amichevole Maceratese-Juventus

 

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I dirigenti della Juventus e della Maceratese al ricevimento a palazzo De Vico. Il segretario Giuseppe Monachesi con il sindaco Ireneo Vinciguerra, il presidente Rodolfo Tambroni e Cesare Jonni, all’epoca designatore degli arbitri di serie C e D

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La rosa della Juventus 75-76

Quando Maradona deliziò l’Helvia Recina «Gol anche da dietro la porta»



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