L’incidente in motorino, il coma
e la nuova vita col basket in carrozzina

LA STORIA del 18enne Valentino Campetella, che ha raggiunto la prima squadra del Santo Stefano Avis dopo tre anni di sacrifici: «Ho subito capito una cosa: quello che facevo prima dandolo per scontato, ovvero andare ad allenarmi, giocare con i compagni, divertirmi, ora invece è ogni volta una conquista. Una gioia vera che mi cambiava la giornata»
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Valentino Campetella con la sua squadra prima dell’incidente

 

L’incidente, il coma, la lunga riabilitazione e ora una nuova vita grazie al basket in carrozzina. E’ una storia di rinascita quella che arriva dal Santo Stefano Sport e che vede protagonista il 18enne Valentino Campetella. Per il giovane questa stagione agonistica 2020-2021 rappresenta il più classico dei momenti di svolta. Dopo due stagioni trascorse a bordo campo ad allenarsi per imparare i rudimenti del basket in carrozzina, il diciottenne di Grottazzolina ha ricevuto dalla società e dal suo coach Roberto Ceriscioli la promozione. Finalmente si può allenare con capitan Ghione e compagni.

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Valentino Campetella con la casacca della Santo Stefano Avis

Siederà in panchina accanto a loro durante le partite ufficiali, quando il campionato riprenderà, e potrà imparare come si diventa un giocatore vero. Sembra così lontana l’estate del 2017 e quei pochi centimetri di cordolo a bordo strada dove, con una precisione millimetrica, la sua schiena andò ad impattare. Cadendo dal motorino. Pochi centimetri che gli hanno cambiato la vita. Il coma, i mesi all’Ospedale regionale di Torrette, la lenta ripresa, e poi i mesi al Santo Stefano di Porto Potenza per la riabilitazione.  Era così lontano il giovane di prima, compresi gli allenamenti e le partite con la sua squadra di pallacanestro, la Nuova Petritoli basket. Finché, dopo aver ricominciato ad uscire e frequentare gente, si apre uno spiraglio che gli fa intravedere qualcosa che assomiglia a quella quotidianità che conosceva prima. «Vuoi venire al palazzetto e provare a giocare a basket in carrozzina?», gli chiede Emanuele Bianchi, appena conosciuto ad una festa di compleanno. Alla domanda della Santo Stefano Sport, Valentino si butta. Troppo bello quello spiraglio di luce. E il suo è un “si” che vale la svolta di una vita. «E’ stato così bello tornare ad allenarmi – dice Campetella ricordando quei giorni – Ho subito capito una cosa: quello che facevo prima dandolo per scontato, ovvero andare ad allenarmi, giocare con i compagni, divertirmi, ora invece è ogni volta una conquista. Una gioia vera che mi cambiava la giornata». La palla a spicchi la conosceva bene già prima, «ero un bravo tiratore. Ma ora è tutto diverso – aggiunge – E’ molto più difficile tirare da seduto. Ed è molto più stancante rispetto al basket in piedi. E’ davvero faticoso, per ragazzi tosti». I successivi due anni Valentino si allena con il coach e il vice coach della squadra, Roberto Ceriscioli e Antonio Iannice, per apprendere i rudimenti del gioco in carrozzina, prendere dimestichezza con i movimenti e le sue tecniche. E finalmente arriva la promozione in prima squadra. «Devo ancora imparare tantissimo e crescere – dice – Mi sono trovato fin dal primo giorno benissimo con questa società e questo ambiente. Ora voglio imparare dai miei compagni». Capitan Ghione, Dimitri, Sabri, Emanuele e tutti gli altri. «Il nostro è uno sport difficile – spiega il suo coach, Roberto Ceriscioli – e la costruzione di un atleta richiede tempo e abnegazione. Dopo due anni passati a fare esercizi a bordo campo in parallelo alle sedute della squadra era il momento di inserirlo nel gruppo. Ora Valentino sta vedendo quanto occorre lavorare duro per meritare il campo nelle partite. Lui ha sempre dimostrato voglia di imparare e passione, lo spirito giusto per affrontare vita e sport. Valentino può rappresentare un patrimonio per il nostro futuro, è così difficile trovare nuovi atleti, ancora di più giovani».

 



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