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«Parco fluviale del fiume Chienti»
Il Consiglio di quartiere rilancia

TOLENTINO - Secondo progetto presentato dal presidente Luigino Luconi, dalla vice Novella Pippa e dai consiglieri: «Renderà il territorio interessato come un luogo di promozione della città e parte integrante della vita dei cittadini»

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L’are dove dovrebbe sorgere il parco fluviale

 

«Oggi portiamo a conoscenza dei cittadini il secondo progetto ubicato in area sud-ovest: : la realizzazione di parco fluviale del fiume Chienti in zona centro storico- contrada Piani Bianchi- quartiere Foro Boario». Così il consiglio di quartiere del centro storico di Tolentino presieduto da Luigino Luconi presenta il secondo progetto, dopo il primo presentato qualche giorno fa: il parco giochi acquatico in zona Sticchi.

 

LA PRESENTAZIONE – «I progetti che raccontiamo – spiegano il presidente, la vice Novella Pippa e tutti i consiglieri – nascono da iniziative di professionisti locali che hanno studiato e individuato azioni concrete e strategiche per restituire importanza e adeguato valore agli ambiti territoriali a corona del centro storico». Quanto al progetto in questione, «i fiumi delle piccole città – spiega il consiglio di quartiere – possono rappresentare fonti d’ispirazioni per riqualificare zone urbane marginali, è quanto può accadere anche per Tolentino, dove il corso del fiume Chienti fiancheggia la parte a sud della città, dando origine a uno dei panorami più suggestivi del paese. L’area interessata alla proposta di progetto, rappresenta una sfida per il paesaggista, un’area che si estende dalla parte a sud del centro storico e della città fino alla parte ovest, quartiere Buozzi. Un’ampia area che allo stato attuale è prettamente a destinazione agricola, mentre nella parte sud-est nelle vicinanze di Porta Adriana sono presenti piccoli insediamenti residenziali e edifici del periodo post-industriale, che verranno identificati come punti focali dell’idea di riqualificazione, dell’area, diventando, di fatto, alcune delle principali qualità del parco. Nella stesura del progetto saranno rispettate le disposizioni dettate dal Prg- area “zona F2“, alla destra del fiume Chienti sul lato sud-ovest con destinazione “Parco Fluviale“ l’area necessita di una riqualificazione urbanistico – ambientale, in quanto a ridosso dell’abitato consolidato del centro storico e del quartiere Bruno Buozzi».

IL PROGETTO – Entrando nel dettaglio, «il progetto proposto – continua il consiglio di quartiere – prevede la realizzazione di un’ampia area a parco fluviale del fiume Chienti “attraverso un programma di riqualificazione e la valorizzazione dell’area, come modello di gestione comunitaria e condivisa, uno spazio in cui i cittadini possono proporre iniziative per valorizzare le potenzialità del territorio e della città. Il progetto, inoltre prevede la realizzazione di interventi a carattere architettonico, paesaggistico, di salvaguardia dell’ambiente, di gestione del patrimonio verde e il risanamento delle sponde del fiume Chienti, attraverso una risagomatura dell’alveo contro il dissesto idrologico. Il miglioramento e riqualificazione dell’area, in funzione di parco fluviale renderà il territorio interessato come un luogo di promozione della città e parte integrante della vita dei cittadini, dello sviluppo e crescita economico-imprenditoriale e delle attività turistiche, fino ad azioni rivolte alla manutenzione dell’ecosistema e degli spazi verdi, dove sarà possibile passeggiare e andare in bicicletta. Nel passato non si è mai affrontato il problema della riqualificazione delle aree e manufatti interessati all’iniziativa, le amministrazioni, susseguitesi negli anni, non hanno portato a progetti concreti nonostante ne siano stati proposti diversi, troviamo solo traccia nella creazione di orti comunitari (con convezioni pubblico-private) oppure come di recente la ristrutturazione e adeguamento sismico dell’edificio che nella storia passata erano conosciuto come “l’Ospedaletto” (sec. XVI.) Nel progetto, sono anche definiti i principi e i criteri d’indirizzo per la manutenzione corretta del sistema arboreo e delle specie vegetali esistenti, per la realizzazione di nuove aree verdi, in un’ottica del mantenimento e potenziamento del suo ecosistema naturalistico, fondamentale per la tutela dell’ampia area territoriale: le aree verdi ben curate e mantenute possono offrire habitat idonei per numerose specie animali, concorrendo alla conservazione della biodiversità, e dal punto di vista socio-culturale offrire possibilità di socializzazione e svago all’aria aperta».

OBIETTIVI –  «Trasformazione e rigenerazione degli immobili presenti nell’area in disuso e lasciati vuoti –  continua il consiglio di quartiere –un’azione importante finalizzata alla valorizzazione e recupero di beni del patrimonio pubblico o privato, che si sviluppi con creatività e con dimensione quantitativa oltre che qualitativa, con il coinvolgimento delle maggiori componenti della società: l’arte, la cultura, il commercio e il terziario. Salvaguardia dell’ecosistema fluviale, come l’insieme delle componenti biologiche che concorrono a determinare l’impronta funzionale e paesaggistica, e l’equilibrio ecologico col territorio, in grado di configurarsi come un bene d’interesse collettivo e come una risorsa funzionale per la città e per i suoi abitanti. Riqualificazione degli orti e realizzazione di nuovi orti. Il fenomeno degli orti urbani ha avuto – evidenziano Luconi e i consiglieri – inizio negli anni ’80, quando piccoli appezzamenti del territorio agricolo ai margini del quartiere Bruno Buozzi vennero, e vengono tutt’oggi, utilizzati nel tempo libero, tanto che si può parlare di “agricoltura hobbistica”. Nel progetto del “Parco Fluviale” viene espressa la necessità di mettere ordine a questo fenomeno di micro-lottizzazione. Quindi viene indicato come indispensabile da parte dell’Amministrazione la predisposizione di un nuovo regolamento in riferimento alle “Aree degli orti urbani”, con programmi di riqualificazione e regole necessarie per mettere ordine in relazione all’interesse crescente verso questa agricoltura. Inoltre, introdurre nel nuovo regolamento una serie di norme e regole con l’intento di disciplinare e consentire la realizzazione e costruzione di piccoli annessi un supporto di questa agricoltura amatoriale, come: la volumetria, le dimensioni, l’inserimento corretto del manufatto, i materiali da usare valorizzando le risorse a disposizione nell’ottica di sistema eco-sostenibile».

CONCLUSIONI – «Per concludere, il progetto di riqualificazione dell’area di cui in oggetto, attraverso la realizzazione del nuovo Parco fluviale – dicono – garantirebbe nuove prospettive e opportunità per sviluppo e la crescita delle attività ludico-ricreative, allargandone il bacino di utenza, la crescita d’interesse in funzione commerciale, artigianale e turistica, con conseguente creazione di nuove opportunità di lavoro, di sviluppo per la città e di riflesso all’intero comprensorio».

 

«Parco giochi acquatico in zona Sticchi»: la proposta del Consiglio di quartiere


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