Addio a “Barbetto”,
ha corso con Coppi e Bartali
Vinceva con la strategia del sosia
CIVITANOVA - Rolando Verdini si è spento oggi a 94 anni. Idolo locale, ha corso con le due leggende del ciclismo. Atleta completo, era singolare il modo in cui beffava gli avversari mandando in fuga un gregario identico a lui
di Laura Boccanera
Addio alla leggenda del ciclismo civitanovese, Dorando (Rolando) Verdini si è spento oggi a 94 anni, aveva corso con Coppi e Bartali. In tutta la sua carriera, dal 1949 al 1951 ha conquistato 104 vittorie. Un ciclista professionista, nato a Civitanova da dove è partito e pedalata dopo pedalata è arrivato al secondo posto del tour d’Europa del 1954.
Detto “Barbetto” tra i 21 e i 27 anni ha collezionato successi e soddisfazioni, prima con la squadra Ganna, poi fino al 56 come indipendente. Ha corso la Milano Sanremo, il Giro delle Dolomiti, il giro di Puglia e Lucania collezionando un palmares di tutto rispetto: secondo al tour d’Europa del 1954, terzo posto al giro delle Dolomiti del 1949, secondo al giro di Puglia e Lucania del 1955 e il primo posto in vari circuiti minori (San Vittore, Ceprano) negli anni dal 1948 al 1953. Ha fatto parte degli animatori del gruppo sportivo 2000 di Fontespina, la storica associazione sportiva sorta poco dopo la fine della guerra che aveva costituito una squadra di ciclisti capitanata proprio da Verdini e di cui facevano parte fra gli altri Emidio De Vecchis, Mario Corsalini, Luigi Ferretti, Faustino Montesi, Amerigo Calcabrini, Eraldo Carota, Mario Berdini, Sauro Bastianelli, Serafino Foresi ed Elio Pezzola. Erano gli anni del grande ciclismo di Coppi e Bartali, di uno sport genuino e popolare che faceva affollare la gente ai lati delle strade dove si correva. Strade vere percorse tutti i giorni dalla gente comune, su di un mezzo che era quello che la maggior parte della popolazione utilizzava quasi esclusivamente, la bicicletta. Capaci loro di vincere solo con la forza delle proprie gambe e con la resistenza dell’indole e della tempra. Paolo Marinozzi lo ricorda nel libro “Un salto, un volo, un tuffo al passato” descrivendolo così durante una gara locale: «tutto il litorale civitanovese si compattava attorno all’idolo Verdini, corridore completo su ogni tracciato: fortissimo in salita e ottimo passista, anche in volate ristrette sapeva farsi valere. Barbetto aveva in Enzo Ciucci un fedelissimo gregario, oltretutto somigliante come una goccia d’acqua. La tattica consisteva nel mandare in fuga il “gemello” facendo sfiancare gli altri ad inseguirlo nel dubbio che fosse il vero Verdini e poi partiva in contropiede Barbetto beffando tutto il gruppo. C’era tanta convinzione nelle possibilità di questo ciclista che ogni tifoso non vedeva altre soluzione diverse dalla vittoria del proprio beniamino». Terminata la carriera di professionista, Verdini ha lavorato per anni in una bottega di riparazione e vendita di biciclette nel quartiere di San Gabriele, poi gestita dal figlio. Lascia la moglie Adriana e i figli Fausto e Annabella.
