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Etica del linguaggio in Consiglio:
«No ad ogni tipo di violenza,
messaggio di Filisetti fuori luogo»

RECANATI - Il sindaco Antonio Bravi spiega che l'assise della città leopardiana ha approvato una mozione dedicata proprio ad una esposizione senza sopraffazioni linguistiche. Critico sulla lettera del direttore dell'Ufficio scolastico regionale

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Antonio Bravi, sindaco di Recanati

 

C’è anche il sindaco di Recanati Antonio Bravi tra chi prende le distanze dal messaggio ai giovani, la “chiamata alle armi”, di Marco Ugo Filisetti, direttore generale dell’Ufficio regionale scolastico (leggi l’articolo). «In occasione della ricorrenza del 4 novembre abbiamo scritto che, per Costituzione, l’Italia è un Paese che ripudia la guerra. In Consiglio comunale abbiamo approvato una mozione che impegna persino nella comunicazione verbale a evitare ogni tipo di violenza e di adozione di linguaggi della sopraffazione – scrive su Facebook il primo cittadino -. Abbiamo preso le distanze da ogni metafora che accosti la pandemia alla guerra, consapevoli che pur nella profonda difficoltà in cui il Covid-19 ci ha gettato, in nulla è paragonabile a un conflitto bellico. Il nostro invito ai giovani e alle giovani non può che essere quello di impegnarsi per il bene comune, di lavorare alla costruzione di una cultura della pace e dell’accoglienza, di porsi al servizio dei ponti, mai dei muri». Antonio Bravi spiega il suo post: «Volevo dire che non solo bisogna essere attenti al contenuto, ma anche al linguaggio, che è parte proprio del contenuto. Un anno fa, poco dopo l’insediamento della nostra amministrazione, abbiamo approvato un manifesto di dieci punti, un manuale per la corretta comunicazione: ci impegniamo ad esprimere i pensieri in maniera corretta, senza usare termini che possono far pensare alla violenza, sia fisica che ideale, o alla denigrazione degli avversari. Tutto questo nell’ambito del confronto politico, in qualunque momento. Non è tanto una questione di termini, quanto di modo corretto e civile di esporre le proprie idee – sottolinea il sindaco di Recanati -. Considero fuori luogo il messaggio di Filisetti, indirizzato tra l’altro agli studenti, sia per il contenuto che per la forma. Qualcuno dice che è stato copiato da un discorso di Mussolini, quindi completamente fuori dal contesto attuale. Anche il contenuto mi lascia perplesso. Noi dobbiamo far passare il messaggio alle giovani generazioni che le guerre devono essere abolite e non richiamate come modello o esempio di comportamento». Antonio Bravi rimarca anche il fatto di essere sempre stato contrario al riferimento che spesso viene fatto fra il Covid e la guerra. «Nelle nostre comunicazioni abbiamo sempre evitato di paragonare le due cose, che sono completamente diverse. In qualche post nella prima ondata ho specificato che la guerra è qualcosa che dipende dagli uomini. Non è un confronto utile – conclude il primo cittadino -. Anche la parola “coprifuoco” non mi piace, fa pensare alla guerra. Non è un termine adatto a rendere l’idea in questa fase. Avrei preferito “chiusura”, più consono alla situazione. Se uno esce non gli succede nulla, durante il vero coprifuoco c’era anche chi sparava. Non è proprio la stessa cosa».

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