«Il saluto fascista un piacevole obbligo?
Un’aberrazione, intervenga la procura»
Bufera sui Centioni e Vince Civitanova

PIOGGIA di reazioni dopo le esternazioni dei membri della civica che sostiene il sindaco Ciarapica, hanno descritto la vita della sede fra "cene cameratesche" e "saluti romani". Corvatta: «Esaltazione che fa orrore». Morgoni: «Una radice malsana vuole allungarsi in Regione». L'Anpi: «Certi soggetti dovrebbero essere tenuti lontani dalle istituzioni»
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Tommaso Corvatta, Mario Morgoni e Lorenzo Marconi, presidente Anpi

 

di Laura Boccanera

«Dire che è il saluto fascista era un obbligo piacevole è un’affermazione che andrebbe valutata dalla Procura». Il deputato potentino del Pd Mario Morgoni commenta le parole dei fratelli Francesco e Daniele Centioni che ieri, nel rinnegare il sindaco Fabrizio Ciarapica, hanno fatto emergere aspetti della vita della civica Vince Civitanova che inneggiano al fascismo tra “cene cameratesche” e “saluto fascista”.

forza-italia-ciarapica-civitanova-FDM-7-325x217L’intervento dei fratelli Centioni era una critica al candidato alle Regionali Ciarapica, reo, a loro vedere, di essere passato appunto dal saluto fascista a Forza Italia. Ma le dichiarazione degli imprenditori civitanovesi hanno fatto sobbalzare dalla sedia gli esponenti politici della sinistra e l’Anpi. L’associazione partigiana denuncia il linguaggio dello scontro fra i componenti della destra «per la rivendicazione di comportamenti che si richiamano in modo inoppugnabile al fascismo e che vengono evidentemente usati quale elemento identitario e caratterizzante l’amministrazione civitanovese. Ribadiamo che certi soggetti politici – aggiunge l’associazione dei partigiani – dovrebbero essere tenuti lontani dalle istituzioni democratiche che sono antifasciste e sottolinea le responsabilità di quanti aprono ai neofascisti spazi di agibilità politica ed amministrativa».

Auspica invece l’interessamento della procura e della magistratura su quelle parole Mario Morgoni. «Non entro nel merito della questione, ma non si può non notare un rigurgito di fascismo che da Civitanova cerca di estendere le sue propaggini anche nelle candidature regionali – commenta il deputato dem – Sono aspetti che a mio avviso andrebbero posti sotto la lente degli organi competenti, fra cui anche la Procura. Dire che esiste un luogo in cui era un “obbligo piacevole il saluto romano” è un’aberrazione. Ricordo a costoro che in Italia è vietato. Apprendere poi anche di “cene cameratesche” è disdicevole. Eppure questa è la mazzumaglia politica che aspira a governare la regione Marche. Occorre una mobilitazione di tutte le forze democratiche e civili per respingere questi affronti alla storia e alla dignità della nostra comunità. Costoro si accingono a competere per le Marche, a partire proprio da Civitanova dove questa radice malsana ha un radicamento forte che è drammaticamente negativo. Questo spiritoso mascalzone va ricondotto a comportamenti e rispetto delle norme: non si può offendere la radice della convivenza democratica. Chi ha il compito di difendere la Costituzione ha il dovere di intervenire».

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Francesco Centioni con il grembiule di Mussolini

Inaccettabili per Tommaso Corvatta e per Articolo 1 le parole dei Centioni: «Fa orrore assistere alla palese esaltazione dei simboli come il saluto romano appartenenti della dittatura fascista, regime che ha causato milioni di morti, promosso la discriminazione razziale ed ammazzato la democrazia ed i suoi sostenitori. Non a caso le nostre leggi vietano la ricostituzione del regime di Mussolini. Ora questi signori che sono parte integrante della destra che sostiene il candidato Acquaroli che ha avuto modo a sua volta di dimostrare le stesse simpatie fasciste, di fatto riconoscono il loro fallimento nell’aver affidato le loro intenzioni a Ciarapica, disastroso sindaco ma abile nel voltafaccia per assicurarsi di una comoda poltrona regionale. Eppure appena 4 anni fa Ciarapica sottoscriveva le parole di fuoco di “Vince Civitanova” che definivano la sua attuale casacca: “vecchia politica” e “saltimbanchi e marionette” coloro che giravano da un tavolo di trattative all’altro. Allora “Vince Civitanova” lo candidava a sindaco e faceva comodo sputare nel piatto dove vuol mangiare ora. Questo è uno spaccato della destra che rivendica il governo della regione: un’accozzaglia eterogenea che dove ha governato, come a Civitanova, ha dato pessima prova, tenuta assieme a malapena e pronta a sfaldarsi appena si presentino appetiti personali. Una accozzaglia all’interno della quale – concludono – fanno la voce grossa quelli che disprezzano quei valori fondativi dello stato italiano come la democrazia, l’uguaglianza e la libertà di espressione».

 

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