Strage alla Lanterna Azzurra:
68 anni alla banda dello spray
Cade l’associazione a delinquere

LA SENTENZA del gup del tribunale di Ancona per i sei ragazzi della Bassa Modenese accusati di aver spruzzato lo spray in discoteca la notte del 7 e 8 novembre 2018 per favorire gli scippi di catenine. Dodici anni e 4 mesi la pena massima, 10 anni e 5 mesi la minima. A Corinaldo persero la vita 6 persone, ne rimasero ferite circa 200. In aula presenti i familiari di quasi tutte le vittime
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Gli imputati per la strage della Lanterna

 

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

Sessantotto anni e 8 mesi di carcere. E’ la pena complessiva inflitta ai sei ragazzi della Bassa Modenese accusati di aver scatenato il parapiglia infernale che la notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018, alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, fece circa 200 feriti e sei morti. La sentenza, emessa con rito abbreviato, è stata letta in aula dal gup Paola Moscaroli poco prima delle 15, dopo circa due ore e mezzo di camera di consiglio e le repliche delle parti. E’ caduta l’associazione a delinquere. Dunque, pene meno severe rispetto a quanto chiesto dai pm Valentina Bavai e Paolo Gubinelli (più di 100 anni di carcere). Nello specifico: Ugo Di Puorto e Raffaele Mormone sono stati condannati entrambi a 12 anni e 4 mesi, Andrea Cavallari a 11 anni e sei mesi, Moez Akari a 11 anni e 2 mesi, Souhaib Haddada a 10 anni e 11 mesi, Badr Amouiyah a 10 anni e 5 mesi. Erano stati tutti arrestati lo scorso agosto, dopo le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona.

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Il pm Gubinelli

Dovevano rispondere, oltre che di associazione a delinquere, di omicidio preterintenzionale, lesioni personali (anche gravi) e singoli episodi di furti e rapine commessi – stando alla pubblica accusa – nelle discoteche di mezza Italia per rubare le collane dal collo dei giovani avventori. Stando all’accusa, per favorire i furti, era stato spruzzato alla Lanterna lo spray al peperoncino, causa del fuggi fuggi scomposto dalla discoteca che aveva fatto riversare quasi tutti i presenti verso l’uscita numero 3, quella dove sono crollate le due balaustre laterali. Alla sentenza hanno assistito, oltre agli imputati, alcuni familiari delle vittime. A perdere la vita erano stati i minori Daniele Pongetti, Mattia Orlandi, Benedetta Vitali, Asia Nasoni, Emma Fabini e la 39enne Eleonora Girolimini. Erano rimasti schiacciati nella calca mentre cercavano una via di fuga dal locale di via Madonna del Piano. Durante l’arco del processo, le difese hanno sempre rigettato l’ipotesi dell’esistenza di un’unica banda che si muoveva – a volte con batterie distinte – con il solito scopo di commettere e furti e rapine nelle discoteche dove erano attesi rapper e trapper. E, ugualmente, hanno negato di aver spruzzato la bomboletta ritrovata vuota sul pavimento della Lanterna. Stando ai riscontri della procura, apparteneva a Di Puorto la traccia rinvenuta sul flacone. Un fatto smentito dal diretto interessato. Le motivazioni della sentenza saranno rese note entro 90 giorni. Ora, per concludere l’inchiesta manca all’appello l’altro filone: quello legato agli aspetti documentali e alle autorizzazioni rilasciate alla Lanterna, nonchè il rispetto della normativa in materia di sicurezza. Gli indagati, tra cui il sindaco di Corinaldo (in quanto presidente della Commissione di Vigilanza, sono 17 per reati a vario titolo che vanno dal disastro colposo alla cooperazione in omicidio colposo passando per il falso ideologico e le lesioni personali.

(servizio aggiornato alle 17,30)

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L’arrivo di uno degli imputati

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