«Entroterra da rilanciare,
in 5 anni persi 10mila abitanti»

POLITICA - Loredana Riccio, ex assessore di Tolentino e candidata con il Pd per le regionali, fa il punto sulle strategie per aiutare le aree interne

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Loredana Riccio con Maurizio Mangialardi

 

«Nell’entroterra non bastano le case, servono lavoro e servizi altrimenti si rischia la desertificazione». A dirlo Loredana Riccio, ex assessore del Comune di Tolentino, candidata con il Partito democratico per la provincia di Macerata alle Regionali 2020 (20 e 21 settembre). Riccio fa il punto attraverso i dati demografici che «segnano un calo degli abitanti soprattutto nelle aree interne e certificano una situazione che da tempo sto approfondendo per cercare di comprenderne a fondo le ragioni e apportare il mio contributo concreto. Sappiamo bene che il terremoto ha pesato tanto sulla nostra provincia ma il processo di spopolamento era in atto già da prima del sisma – continua Riccio -. Abbiamo città come Tolentino che hanno perso oltre il 7% degli abitanti negli ultimi 5 anni. O Bandiere Arancioni, piccoli borghi tra i più belli d’Italia, come San Ginesio e Camerino che nello stesso periodo hanno registrato cali demografici rispettivamente del 9% e del 4,4%. Per rilanciare davvero il territorio abbiamo sicuramente una ricostruzione da avviare ma, al tempo stesso, non dobbiamo dimenticarci che gli alloggi da soli non sono affatto sufficienti. L’entroterra ha bisogno di servizi calibrati soprattutto per la tutela delle fasce più deboli, gli anziani che popolano i nostri piccoli comuni, i bambini a cui occorre offrire occasioni di crescita al pari di altri loro coetanei. Servizi sanitari territoriali ben dislocati e strategici. I nostri borghi hanno necessaria urgenza di politiche economiche che diano incentivi e sgravi fiscali alle aziende che scelgono le aree interne per generare lavoro ed economia. È tempo di tornare a investire su infrastrutture, tecnologia e servizi innovativi». Tra questi c’è il progetto della banda ultra larga in tutto il territorio regionale, «già avviato dal governo regionale uscente, sarà fondamentale in questo percorso – dice Riccio -. La nostra provincia, nei mesi del Covid, ha perso un altro 2% di aziende attive. Imprese che, dando lavoro, offrivano l’opportunità di stabilirsi nel nostro territorio, contribuendo nel tempo a quel ripopolamento tanto necessario. Se guardiamo agli ultimi 10 anni contiamo 4mila aziende in meno falciate da crisi, terremoto e Covid. Negli ultimi 5 abbiamo perso circa 10mila cittadini. Dalla strategia delle aree interne dovrà giungere un segnale importante per il nostro entroterra. La Sai (Strategia area interna) “Alto Maceratese”, destina quasi 9 milioni di euro tra risorse nazionali e regionali, che saranno investite in 17 comuni, a favore di una popolazione di oltre 18mila abitanti. Tra gli obiettivi previsti c’è anche il riconoscere e valorizzare un’identità legata ai temi del benessere, della qualità della vita, del rapporto tra natura e cultura, dell’innovazione del sapere tradizionale e dell’integrazione tra filiere produttive legate alle risorse locali. Elementi essenziali su cui basare l’idea di rinascita, soprattutto a quattro anni dal sisma. I fondi ci sono, servono impegno e voce per questa parte così importante della nostra regione».


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