Addio a Marino Giacomini
«Grazie nonno, ci hai insegnato a vivere»

CORRIDONIA - Aveva 95 anni, era un imprenditore agricolo. I nipoti Gessica e Cristian ringraziano lui e tutti gli operatori sanitari che gli sono stati al fianco a Villa Pini
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Marino Giacomini con la moglie Giuseppa

 

La sua vita è stata come quella delle api che ha sempre accudito e custodito. Operosa, attiva, dedicata al proprio alveare familiare. Addio a Marino Giacomini, 95 anni di Corridonia, imprenditore agricolo. Un uomo forte, coraggioso, che è  stato capace di guardare in faccia il dolore, raccoglierlo e trasformarlo in qualcosa di bello. Una vita spesa in campagna, con quei principi saldi, che profumano di radici e genuinità. Un’esistenza segnata anche da episodi dolorosi ma che Marino ha saputo aggirare: dopo la perdita del figlio ha fatto da padre ai suoi nipoti, Cristian e Gessica che dal nonno hanno ereditato la passione per l’apicoltura e  che oggi ne seguono le tracce. La sua morte ha lasciato un grande vuoto: a dispetto della sua età anagrafica infatti Marino era autonomo e vivace: solo qualche mese fa aveva partecipato con la moglie Giuseppa all’evento nel negozio gestito dalla nipote, “Queen bee” a Civitanova. Un’assenza che pesa come un macigno ai familiari, che pure in questo momento di lacrime e lutto vogliono ringraziare gli operatori e i sanitari della casa di cura Villa Pini: «Vogliamo ringraziare il dottor David Mariani, sua moglie Susanna, e tutti gli operatori dell’ospedale Villa Pini per aver allungato la vita al dolcissimo nonno con il loro amore e impegno, ricordando al mondo che la vita è un diritto di tutti, non c’è un limite di età per essere accuditi con umanità» ha detto Gessica che poi aggiunge un ricordo del nonno: «Nonno Marino, un uomo da forti principi, sempre sorridente, dalla battuta pronta, tenace, onesto, rispettoso, grande lavoratore. “Osserva e Impara” diceva sempre. Grazie nonno, nella vita ci hai insegnato a vivere. Attraverso te abbiamo capito le cose davvero importanti come gli affetti. Attraverso te abbiamo imparato a conoscere noi stessi ed inseguire le nostre passioni. Abbiamo conosciuto la forza interiore, propulsore del corpo umano, imparato a reagire alla vita. Nonno hai dovuto affrontare tante sofferenze, come convivere con il dolore della perdita di un figlio. Quel giorno hai promesso a tuo figlio, che ti saresti preso cura di me e di mio fratello, ci hai preso tra le tue braccia e ci hai dedicato la tua di vita. Grazie nonno. Ci dicevi che tutto nella vita va coltivato, la famiglia, l’amicizia, la terra. Ed è importante il come si fa. Ci vuole impegno, dicevi sempre. Nonno hai spiccato il volo come un’ape, questa creatura che tanto hai amato. Ti terremo vivo con noi, così proprio come il nostro amato babbo, ricordando il tuo percorso, la tua essenza, la tua grande capacità di trasmettere la gioia nella vita. Un grande ringraziamento a tutti per l’affetto dimostrato». Domani alle 19, nella chiesa di San Pietro, Paolo e Donato, a Corridonia si svolgerà la messa per l’ottavario. I familiari ringraziano quanti vorranno partecipare.



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