Maxi frode fiscale da 17 milioni,
due imprenditori nei guai:
sequestrati appartamenti e conti correnti
INDAGINE della Guardia di Finanza di Civitanova, denunciati i soci di un'azienda del settore gomma e plastica. Tra i beni a cui sono stati messi i sigilli, per un totale di oltre 4 milioni, anche una casa in centro a Milano

Foto d’archivio
Maxi frode fiscale da 17 milioni, due imprenditori nei guai. Sequestrati appartamenti di pregio a Milano, quote e conti correnti. L’operazione è stata messa a segno dalla Guardia di finanza di Civitanova. Al centro dell’indagine coordinata dal procuratore Giovanni Giorgio una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di gomma greggia e plastica, secondo gli inquirenti con sede fittizia a Milano, ma di fatto operante in provincia. Due i soci che sono finiti nei guai. Le Fiamme gialle, infatti, attraverso la consultazione dei numerosi applicativi informatici, l’analisi dei conti correnti e l’effettuazione di controlli incrociati con fornitori e clienti della società, hanno ricostruito un giro d’affari, nascosto al Fisco, pari a circa 17 milioni di euro, procedendo alla denuncia dei due soci, succedutisi nella carica di amministratore, per i reati di infedele e omessa dichiarazione. Dai controlli è inoltre emerso come il legale rappresentante pro tempore, abbia portato in compensazione crediti inesistenti, per l’importo di circa 100.000 euro. Nell’ambito dell’inchiesta, il gip del tribunale di Macerata ha disposto, su richiesta del procuratore, il sequestro per equivalente di beni e disponibilità finanziarie, fino alla concorrenza delle imposte evase, pari a complessivi 4.243.303,70 euro: i militari hanno dunque messo i sigilli a due appartamenti di pregio nel Milanese, di cui uno nel pieno centro del capoluogo lombardo, nonché quote societarie e conti correnti.
Allora è una persecuzione!Sti poveri imprenditori che debbono fare,gli state sempre sopra!Cosi non si va avanti!
Il sig. Poloni è stato evidentemente sarcastico e non assolve chi delinque. Chi ha votato pollice verso, forse non ha capito la battuta.
E’ vero, la battuta non l’ha capita nessuno, se era una battuta. L’unico problema è che per simili reati non esiste un sistema giudiziale all’americana.
Il Sig.Pignotti ha capito benissimo che era sarcastico il commento,ma non sarei cosi sicuro che i pollici rossi siano frutto di scarso umorismo.Visto che in Italia sfuggono 110 miliardi al fisco ogni anno,io credo che i controlli debbano essere intensificati e come dice il Sig.Della Costanza dovrebbero esserci pene più severe per tali reati,invece qui da noi si fanno condoni tombali e si vuol aumentare l’uso del contante.I pollici rossi sono sintomo di una intolleranza diffusa al bene comune e ai controlli.Poi magari ci si lamenta se in periodi d’urgenza come questi non ci sono posti letto sufficienti negli ospedali o soldi per la C.I. o per aiutare le aziende in difficltà.L’evasione “premia”il singolo ma condanna la collettività.