King&Queen attende il via libera,
il campione Paolo Ficosecco:
«Pronto per il torneo di Civitanova»

BEACH VOLLEY - L'atleta falconarese, cinque volte trionfatore dell'evento organizzato da Fulvio Taffoni, non vede l'ora che la Fipav dia il nulla osta allo svolgimento della competizione sulla Spiaggia delle Corone: «Spero che esca un protocollo che autorizzi l’organizzazione»
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Paolo Ficosecco con l’assessore Maika Gabellieri

 

La macchina organizzativa del King&Queen beach volley tour è pronta, già in movimento, ma occorre aspettare le decisioni del governo in materia di sport di contatto e di conseguenza le autorizzazioni Fipav. Essendo un torneo federale occorre avere il nulla osta. Aspettando gli eventi l’organizzatore Fulvio Taffoni non è con le mani in mano e lavora per farsi che con l’ok della federvolley si possa subito cominciare a lavorare sulla Spiaggia delle Corone a Civitanova. Anche perché il sindaco Ciarapica ha voluto la manifestazione fortemente per “continuare la tradizione”. Aspettando notizie da Roma è il Re in carica Paolo Ficosecco a parlare. Mister King of the beach ha vinto 5 edizioni sarà l’atleta da battere anche nell’edizione 2020. Le considerazioni dell’atleta falconarese sul momento del beach volley italiano ed il suo pensiero sul KingQueen beach volley tour.

Il Covid ha creato un bel blocco di almeno 3 mesi. Cosa avete fatto in questo periodo?

«È stato un periodo complicato e di reclusione un po’ per tutti. Essendo abituato a fare attività sportiva praticamente tutti i giorni mi sono adeguato con circuiti di lavori fisici casalinghi o corsette condominiali. Per il resto mi sono dedicato alla famiglia e a dei progetti estivi che sto portando avanti come una nuova succursale della mia scuola di beach volley in Sicilia e dei Clinic nel mese di luglio e agosto a Catania».

Si è parlato molto del beach volley come sport di contatto e come sport di squadra.

«Non credo di dire un’eresia che la frase sia assolutamente infondata. Il beach volley deve essere catalogato come sport individuale come ha anche riconosciuto il Coni, non può essere inglobato nelle stesse dinamiche della pallavolo come invece sta ancora succedendo, i rischi sono completamente diversi giocando solo 2 atleti in 64mq; il nostro, ricordo è uno sport olimpico che merita massimo rispetto e maggiore tutela».

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Fulvio Taffoni

C’è stato anche un moto di ribellione delle scuole di beach volley per le misure troppo restrittive, cosa ne pensi?

«Non lo chiamerei ribellione. È stato un periodo nel quale le società si sono sentite sole ,con tante domande e nessuna risposta..Si è sentita quindi la necessità di fare squadra per cercare di difendere e far sentire importante il nostro sport».

Veniamo alle domande calde, che estate prevedi nel beach volley?

«Spero fortemente che la Fipav esca con un protocollo che permetta di giocare liberamente e che autorizzi l’organizzazione dei tornei. In un momento come questo è troppo importante che la federazione esca con un calendario anche se in formato smart per dare in primis visibilità al nostro sport e permettere ai tanti atleti di scendere finalmente in campo».

A Civitanova sei il Re in carica, il pluricoronato, ti piace proprio il KingQueen Beach volley tour?

«È un appuntamento che sento ormai mio e che affronto con grande impegno. Questo perché è una manifestazione in cui a partecipare sono i migliori atleti nazionali e che mi permette di confrontarmi da anni con loro».

king-and-queen-of-the-beach-civitanova-FDM-23-325x217Il KingQueen ha una formula avvincente unisce sport e spettacolo?

«È indiscutibilmente una formula avvincente che ti da la possibilità di giocare tutti contro tutti in cui emerge la maggiore capacità di adattarsi in relazione alle caratteristiche del compagno. Non ci sono regole schemi ruoli è una formula che stravolge tutto ed è questo il suo enorme fascino».

In questo periodo hai mai pensato che il beach volley nell’estate 2020 si fosse fermato del tutto?

«Sinceramente no, ho sempre sperato, come poi si è verificato, in un’apertura anche se in forma restrettiva che ci ha comunque permesso dopo 3 mesi di stop di scendere in campo e di ripartire con i corsi anche se con limitazioni, come il no muro e no attacco zona di contatto».

Tornando al KingQueen mancano 2 mesi: manca l’ufficialità ma che torneo prevedi?

«Intanto sono convinto che si potrà scendere in campo e che il torneo vedrà come sempre i migliori atleti nazionali. Sono fiducioso che tra due mesi il torneo sarà anche a porte aperte e che assisteremo alla solita grande presenza di pubblico che da anni è la cornice di questo evento».



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