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Fallimento del Babaloo,
cade l’accusa di bancarotta fraudolenta:
10 mesi a Emanuele Ascani

SENTENZA - L'imprenditore era legale rappresentante della società che gestiva la famosa discoteca di Potenza Picena. Oggi l'ultima udienza del processo al tribunale di Macerata, i giudici hanno derubricato il reato in bancarotta semplice

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L’ingresso del Babaloo chiuso dopo il fallimento (Foto di Alessandro Tesei)

 

di Gianluca Ginella

Fallimento della discoteca Babaloo di Potenza Picena, condannato a 10 mesi per bancarotta semplice l’allora legale rappresentante della “Vallechiara real estate”, Emanuele Ascani, che gestiva il famoso locale.

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L’avvocato Gabriele Cofanelli

La Vallechiara era stata dichiarata fallita il 22 ottobre del 2014. Oggi il Tribunale di Macerata ha derubricato la contestazione di bancarotta fraudolenta che veniva mossa ad Ascani (che prevede pene da 3 a 10 anni) in quella molto più lieve di bancarotta semplice.

Ad Ascani, 39 anni, difeso dagli avvocati Gabriele Cofanelli e Massimiliano Cofanelli, l’accusa contestava di aver sottratto la gran parte dei libri e della scritture contabili della società fallita e comunque di aver tenuto questa documentazione obbligatoria in maniera irregolare in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari della società medesima. In particolare, non erano stati trovati i bilanci del 2011, 2012, 2013 e neppure il libro inventari, il libro soci ed il libro delle assemblee, annotava il partitario del denaro in cassa con modalità del tutto incongrue per il 2011 e 2012, aggiornava solo al 31 agosto 2012 il libro giornale, indicava poste passive tra i valori dell’attivo patrimoniale, prosegue l’accusa.

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L’avvocato Massimiliano Cofanelli

La gestione societaria era riferita alla discoteca “Babaloo” di Potenza Picena eletta nel 2010 e 2011 da una giuria di esperti la migliore discoteca all’aperto d’Italia. La difesa ha sempre sostenuto che Ascani non aveva mai sottratto alla verifica della curatela fallimentare i documenti contabili e che si trovavano all’interno della sede sociale. Il pm Enrico Barbieri oggi, al termine della requisitoria, ha chiesto la condanna a 2 anni e 2 mesi per Ascani. Il collegio del tribunale, presieduto dal giudice Roberto Evangelisti, ha accolto l’impostazione della difesa e derubricato l’accusa di bancarotta fraudolenta in quella ben più lieve di bancarotta semplice. Soddisfatto per la sentenza l’imputato e la difesa che ora comunque puntano a fare appello. 


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