«Ma quale cassa integrazione?
Da due mesi non vediamo un euro»

DISAGI per dipendenti di attività artigianali. Si tratta di padri e madri che devono fare i conti con i ritardi nello stanziamento dei fondi. I titolari raccontano la loro situazione. Patrizio Forconi dell'ononima parrucchieria a Macerata: «Avrei voluto anticipare i soldi ma siamo stati chiusi tre mesi, anche per noi non è facile». Alessandro Mancini della Mf Impianti di Trodica: «Ho cercato di pagare prima possibile lo stipendio di maggio ma i soldi non bastano mai»
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Le dipendenti di Patrizio Forconi non hanno ricevuto la cassa integrazione di aprile

 

di Alessandra Pierini

Aspettano la cassa integrazione da due mesi ma ancora non si è visto un euro. Sono padri di famiglia, c’è chi ha più figli, chi ne aspetta due. Sono mamme che col loro lavoro fanno quadrare il bilancio familiare. A differenza di chi ha già avuto i soldi, lavorano in aziende artigianali della provincia di Macerata. E’ stato il presidente di Confartigianato Renzo Leonori, ieri, a lanciare il grido d’allarme e a spiegare cosa sta accadendo. In sostanza il fondo Ebam è impossibilitato ad effettuare i versamenti poiché le risorse non sono ancora state liberate. Dietro questo meccanismo, squisitamente burocratico, però ci sono persone che devono arrivare a fine mese.

«Le nostre dipendenti hanno ricevuto solo la prima tranche, quella di marzo – spiega Patrizio Forconi, titolare della nota parrucchieria che porta il suo nome a Macerata – Considerando che abbiamo chiuso il 12 di marzo, parliamo di pochi giorni, una cifra irrisoria. Per il resto ancora nulla».  Nel suo salone, lavorano 5 donne: «Una non è sposata ma le altre hanno famiglia e sono indietro della quota di aprile. Purtroppo io non ho potuto anticipare nulla visto che per mesi non abbiamo lavorato. C’è chi si appoggia al marito. Comunque ogni famiglia ha un progetto, magari fa affidamento su due stipendi. In questo caso  se ne sono ritrovati per tre mesi uno solo».

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Emanuele Cioverchia

Ha fatto il possibile per ridurre i disagi dei suoi quattro dipendenti Alessandro Mancini della Mf Impianti di Morrovalle. «Ho cercato di anticipare più possibile il pagamento dello stipendio di maggio. I miei dipendenti sono tutti capi famiglia, c’è chi ha due bambini e chi ne aspetta due. Il momento è quello che è, i 700 euro della cassa integrazione coprono si e no le spese».

Stessa esperienza per i dipendenti della Cioverchia snc di Macerata. A raccontarlo è Emanuele Cioverchia. «Abbiamo quattro dipendenti, sono tre donne e un uomo. Dopo aver ricevuto la cassa integrazione di marzo, non hanno avuto più nulla. Certo i soldi a casa servono e per loro i disagi ci sono».

 

«Inaccettabili i ritardi per la cassa integrazione artigiana»

 

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Patrizio Forconi al lavoro



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