Nuova scuola a Porto Potenza,
il Pd: «Si riveda il progetto
alla luce delle misure anti Covid»

I DEM lanciano un appello alla giunta: «L’emergenza ci offre una nuova opportunità per ottimizzare il nuovo edificio e far sì che risponda alle esigenze educative di un periodo ancor più lungo. Ci auguriamo che l’amministrazione non si farà sfuggire questa ghiotta opportunità»

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Giulia Foglia, coordinatrice locale del Pd

 

«Inoltre alle esigenze (purtroppo inascoltate) di natura didattica che già da molti anni suggerivano di passare a classi meno numerose, si aggiungono ora motivazioni di carattere sanitario che renderanno improvvisamente inadeguati quasi tutti gli edifici scolastici, compresi quelli di recente costruzione». Così il Pd di Potenza Picena che pone il problema degli edifici scolastici al tempo delle misure anti-Covid, con la necessità di aule e spazi sempre maggiori che possano garantire il dovuto distanziamento. E in particolare sul progetto della nuova scuola a Porto Potenza.  «Porto Potenza – dice infatti il Pd –  vive in questo senso una sorta di paradosso estremo: è sul punto di vedere sorgere dopo cinquant’anni una nuova scuola elementare che tuttavia, proprio per le mutate condizioni di utilizzo degli spazi, rischia di rivelarsi sin dal primo giorno deficitaria. Nel progetto sono infatti previste 24 aule, mentre le nuove linee guida sul distanziamento potrebbero richiedere di passare dalle attuali 4 sezioni (20 classi) a 5 (25 classi) o più probabilmente 6 sezioni (30 classi). Sembra quindi imprescindibile l’esigenza di ricavare più aule, e senza dubbio il momento ideale per mettere sul tavolo questi ragionamenti è oggi, visto che il cantiere non è ancora partito e che quindi si potrebbe rivedere sulla carta la distribuzione degli spazi interni. Ciò è vero a maggior ragione se si considera che la tipologia costruttiva adottata è purtroppo tale da limitare drasticamente la flessibilità degli ambienti: l’edificio scolastico verrà infatti costruito in pannelli portanti di legno che, una volta assemblati in cantiere, “ingesseranno” le piante dei due piani previsti rendendo quasi impossibili future modifiche. Si tratta di una scelta discutibile e probabilmente infelice su un edificio pubblico che, dovendo durare almeno 40 anni, avrebbe potuto richiedere cambiamenti anche importanti e ripetuti nel corso della sua vita utile».  Per questo secondo i dem «decisamente più opportuno sarebbe stato puntare sulla massima flessibilità compositiva degli spazi interni optando per una struttura puntiforme piuttosto che continua, indipendentemente dai materiali impiegati, dotandola inoltre di isolatori antisismici alla base. Gli ambienti interni – continua il Pd – sarebbero rimasti così modulabili a piacimento con semplici tramezzature non portanti per le quali si poteva persino osare un sistema di traslazione per scorrimento su guide, in modo da ampliare o ridurre le dimensioni delle varie aule. Chiediamo quindi all’amministrazione se siano in corso contatti con i progettisti e con l’impresa aggiudicataria dei lavori al fine di elaborare una variante che ridefinisca gli spazi interni, o in subordine per ricavare un volume aggiuntivo nello stesso lotto. L’emergenza ci offre una nuova opportunità per ottimizzare la nuova scuola e far sì che risponda alle esigenze educative di un periodo ancor più lungo. Ci auguriamo – conclude – che l’amministrazione non si farà sfuggire questa ghiotta opportunità».


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