Area dell’ex liceo di Fontespina:
«Il Comune la compri dalla Provincia:
può servire per verde e sociale»

CIVITANOVA - La proposta del consigliere Sergio Marzetti: «Quella zona va sistemata, riqualificherebbe il quartiere»
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Sergio Marzetti

 

«L’area dell’ex liceo di Fontespina, a Civitanova, può avere una rilevanza strategica per il quartiere e per tutta la città, sarebbe opportuno che il sindaco Fabrizio Ciarapica trattasse con il presidente della Provincia Antonio Pettinari l’acquisto». A dirlo è il consigliere comunale Sergio Marzetti che ricorda che una cosa simile venne fatto «tra la Regione e la giunta Mobili prima, poi concluso con la giunta Corvatta, per l’ex fiera e l’operazione andò in porto al prezzo politico di circa 300mila euro. Una valutazione sotto dimensionata vista la posizione dell’area, con l’impegno del Comune di destinarla a spazi sociali e ornamento urbanistico. Con la Provincia si potrebbe fare un discorso analogo, evitando le lungaggini dei bandi, finora deserti, per assegnare l’area al miglior offerente». Marzetti aggiunge che potrebbe essere il Comune a progettare la zona, «considerando prioritari interventi di tipo sociale, che vanno dal verde ai parcheggi e agli spazi ricreativi, ma soprattutto opere a favore della terza età. Qualche tempo fa abbiamo raccolto il grido di allarme di associazioni per il volontariato, che chiedevano iniziative concrete per i malati di Alzheimer, ai quali oggi pensano esclusivamente le famiglie. E’ dei giorni scorsi l’appello di due genitori con figlio adulto autistico, mentre è elevato il numero delle famiglie che chiedono spazi e assistenza per i loro anziani, ma le strutture non ci sono. L’amministrazione comunale potrebbe finalmente realizzare quei servizi utili alla collettività, ma, purtroppo, carenti. Con tale scelta, peraltro, si cancellerebbe l’errore nell’aver ostacolato una cooperativa sociale che avrebbe investito nell’edificio Stella Maris per realizzare al centro della città una residenza per anziani, con la possibilità di aggiungere altre attività socio-sanitarie di cui la città è ha bisogno». Dunque Marzetti ritiene che sarebbe opportuno trattare direttamente con la Provincia e chiedere «la revoca del bando. Dal canto suo la Provincia scenda a più miti consigli e abbassi le pretese economiche. Il risultato avrebbe una molteplice valenza: evitare speculazioni, scongiurare il rischio dell’ennesimo fallimento del bando, destinare l’area pubblica ad usi sociali e riqualificare una zona ridotta decisamente male realizzando parcheggi e aree verdi». Marzetti conclude dicendo che la Provincia, con i soldi della vendita potrebbe «realizzare, dopo anni di promesse, le rotatorie agli incroci di Costamartina e della Celeste, insicuri e pericolosi».   



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