Calunnia ai carabinieri:
condannata titolare di chalet

PORTO RECANATI - La donna era sotto accusa al tribunale di Macerata: per lei due anni e 2 mesi. La vicenda nasce da una ispezione nel suo locale
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L’ingresso in tribunale durante il Coronavirus

 

Calunnia verso tre carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, condannata a due anni e due mesi la titolare di uno chalet di Porto Recanati. Sotto accusa al tribunale di Macerata la 56enne Emanuela Fusaro, residente a Loreto, di Foligno. La donna il 3 settembre 2015 aveva fatto ricorso al giudice del lavoro di Macerata accusando tre militari di aver commesso un falso nella redazione del verbale dell’accesso ispettivo del 27 agosto dello stesso anno al balneare di cui era titolare. La donna avrebbe detto che i militari avevano omesso tre nominativi nell’elenco dei dipendenti (regolari e non) presenti a lavoro al momento del controllo. Per sostenere questa tesi, poi risultata falsa, continua l’accusa, aveva prodotto le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà a firma di dipendenti che dicevano essere presenti al lavoro il giorno del controllo. Inoltre sosteneva che erano stati commessi abusi verso un suo dipendente, che diceva fosse stato portato arbitrariamente in caserma per essere sentito. L’accusa contestava all’imputata anche il reato di falso. La 56enne è difesa dall’avvocato Mauro Chiariotti. Parte civile i carabinieri, tutelati dal legale Pietro Siciliano. Oggi la sentenza davanti al giudice Barbara Cortegiano. Pm Sabina Antognozzi.

(Gian. Gin.)



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