Misure economiche per la fase 2
le proposte di Futuro in comune
CIVITANOVA - Mobilità e piste ciclabili per non creare assembramenti, anticipazione di fondi da parte del comune, anche per prestiti e creazione di percorsi turistici lontani dai luoghi più affollati. Queste alcune proposte che Corvatta e i suoi inoltrano all'amministrazione. «Ancora non si sa nulla, ma l'emergenza economica è al suo apice»
di Laura Boccanera
«Le misure a sostegno della fase 2 per cittadini e commercianti sono ancora sconosciute, il comune ancora non ne sta discutendo, per questo abbiamo deciso di sottoporre alcune idee che secondo noi possono far ripartire la città». Inizia così la conferenza stampa l’ex sindaco Tommaso Corvatta, consigliere della lista Futuro in comune, assieme a Nicola Lelli, l’ex assessore Cristiana Cecchetti e Cesare Censi.
La lista ha stilato un decalogo di proposte ed idee “urgenti” allo scopo di essere pungolo per l’amministrazione comunale. «Ci sembra che grosse idee questa amministrazione non le abbia – ha riferito Corvatta – stanno ragionando su una riduzione dell’acqua, sull’occupazione di suolo pubblico, ma se la crisi sanitaria sta scemando, quella economica è nel vivo». L’ex sindaco e la sua lista passano poi ad illustrare nel concreto alcune proposte: «a nostro avviso il comune non dovrebbe aspettare che sia lo Stato a decidere sull’eliminazione della tassa sull’occupazione di suolo pubblico,avrebbero dovuto drenare risorse dal bilancio e dare garanzie a chi ha un’attività commerciale. Ci sono anche i fondi della vendita di Gas marca che avrebbero potuto essere utilizzati per prestiti a costo zero. Inoltre la tassa sui rifiuti: il Cosmari ha risparmiato per un calo dei rifiuti per le aziende chiuse, che riversi questo risparmio sui cittadini. Con le riduzioni di spesa avute per trasporti scolastici, mensa, spese energetiche dovrebbero essersi liberati risorse per almeno 20mila euro». Secondo Nicola Lelli la città va ripensata in chiave sicurezza che non significa però armamento dei vigili, ma una mobilità individuale legata all’uso delle bici e quindi la creazione di piste ciclabili, anche a costo zero, riservando aree pedonali e spazi di carreggiata modificando il limite di velocità come stanno facendo alcune città del nord. «Il grande assente è il turismo – aggiunge la Cecchetti – non si vede interesse nel cercare di recuperare la stagione estiva e aiutare il più possibile chi ha piccoli locali di ristorazione per i quali le norme dei protocolli rappresentano una difficoltà oggettiva. Andrebbero studiati percorsi inediti per far scoprire angoli di città o piccoli mestieri, sviluppare zone periferiche ove attirare l’interesse dei cittadini, ad esempio con cinema all’aperto». Tra le altre idee proposte quelle di un recupero di un turismo slow, che prediliga percorsi poco affollati e che allarghi la mobilità a spazi più ampi così da non contingentare poche e ristrette zone di traffico.


…fantastico, tra una proposta e l’altra, la sicurezza dovrebbe essere affidata alle piste ciclabili, anzi, alle liste ciclabili, a questo punto (passeggiando in bicicletta…propongo!!), un ottima proposta, non c’è che dire, forse perché a rincorrere qualche spacciatore o qualche rapinatore con la bici si fa prima!? Mah!! gv