«Liberare Civitanova dopo l’emergenza»
la maggioranza chiede garanzie in Regione

Alcuni consiglieri di maggioranza, Paolo Nori, Monia Rossi, (in mezzo l’assessore Belletti) Vincenzo Pizzicara e Costantino Cavallo
«Non vogliamo che l’ospedale di Civitanova rimanga Covid hospital dopo l’emergenza». I consiglieri di maggioranza del comune di Civitanova tornano a battere sul vecchio chiodo che già qualche settimana fa era stato oggetto di un botta e risposta fra sindaco Ciarapica e assessore regionale Francesco Micucci. Tema: il futuro dell’ospedale di Civitanova passata la fase di emergenza. I membri della maggioranza appoggiano la struttura in fiera allo scopo di liberare i reparti degli ospedali delle Marche e chiedono che ci siano garanzie che anche a Civitanova si possano riprendere le normali attività: «siamo a conoscenza del fatto che tra qualche giorno dovrebbero iniziare i lavori presso la fiera di Civitanova ma non abbiamo sentito indicazioni sul futuro del nosocomio civitanovese. E’ vero che si vorrebbe utilizzare l’ospedale di Civitanova e farlo rimanere Covid Hospital? Se così fosse, la nostra città avrebbe ben due ospedali: uno per la terapia intensiva, l’altro per la degenza ma comunque entrambi destinati ai malati di Covid. Oltre al danno la beffa: avremmo messo a disposizione della collettività regionale, in maniera del tutto gratuita, una struttura per liberare gli ospedali e verremmo poi oltremodo penalizzati nell’attività sanitaria ordinaria privandoci del nostro ospedale. Chiediamo al Presidente Ceriscioli un preciso impegno in tal senso: che l’ospedale cittadino riprenda al più presto la sua ordinaria attività. Stiamo assistendo alla vergogna del disservizio e dell’indecente gestione dei malati oncologici, diabetici, cardiologici di tutti coloro che stanno attendendo un intervento chirurgico e che non sanno quale destino li attende nell’immediato futuro». E poi anche la questione dei due famosi piani dell’ala nuova dell’ospedale: «vengano ultimati al più presto così da poter essere usati anche in caso di emergenza come accade ora per la pandemia, evitando di bloccare le attività ospedaliere che sono così necessarie alla vita e alle cure delle persone».
Trovo giustissime le richieste della maggioranza anche se decisamente tardive nel discorso piano sanitario, ospedale unico poi trasformato in provinciale.
La moltitudine di cittadini ha la sensazione che il nostro nosocomio depotenziato avrà solo la gestione delle emergenze.
Da molto tempo dalla regione ci assicurano che nulla sarà toccato, ce lo avete spogliato di una eccellenza, ridimensionato fino al compimento di ridurlo a casa della salute, momentaneamente il covid ha fatto cambiare strada, non in meglio. State creando un lazzaretto e fa bene Costamagna a percorrere la via legale. Fa bene a prendersela anche con l’ingenuità del sindaco che non ha difeso il territorio. Finita l emergenza forse prolungheranno per un annetto , in Italia le emergenze sono quotidiane.
Avete imboccato la strada della zona tecnico distributiva ,quella della fiera e dei privati. I cittadini ,insieme a voci autorevoli , non vogliono assolutamente la trasformazione della fiera in presidio covid per moltissime ragioni oltre quelle mediche che non avete previsto nella vostra delibera. 1 non c’è uno studio statistico per prevedere l”aumento dei casi, 2 non avete previsto che la zona è fortemente popolata, 3 immersa in un quartiere con problemi di viabilità e inquinamento con una scuola primaria e un palazzetto a due passi, 4 non ci avete fornito l” elenco delle valutazioni di affidabilità e dei controlli antimafia sulle ditte e sulle donazioni, ce li avete?.
Prima, per l’algoritmo,Civitanova non era baricentrica, ora il miracolo della emergenza la trasforma. Consiglio alla maggioranza e alla minoranza il metà culpa e di rileggere l’articolo costituzionale 28.