Il Carnevale nel cuore di Visso
“A chi ha perso tutto e riparte da zero” (FOTO)
OLTRE LE MACERIE - Un cartello ha aperto il corteo dei sei gruppi in maschera che oggi pomeriggio hanno ridato vita al Carnevale nel Comune ferito dal sisma. IMMAGINI di una comunità che vuole ripartire

L’ingresso del corteo in piazza
di Monia Orazi
«La volontà è quella di far tornare qui in piazza, da dove è partito, il Carnevale Vissano, oggi purtroppo è entrata solo una piccola delegazione, ma l’importante è che siamo riusciti a realizzarlo. Sono emozionata perché è stato un pomeriggio oltre ogni mia aspettativa, ci si emoziona facilmente, parlare di Carnevale e guardarsi intorno non è semplice, però ricominciamo da qua, passetto dopo passetto, porteremo avanti tutto quello che facevamo sino ad ora». Parole di Patrizia Serfaustini, che a quasi quattro anni dal terremoto ha voluto che si riprendesse la tradizione del Carnevale vissano, da lei inventato qualche anno prima del sisma e che riusciva a coinvolgere tutta la popolazione del paese. Oggi sei gruppi mascherati, accompagnati dai nonnini della casa di ospitalità di Esanatoglia vestiti da matrioske russe, da curiose teste di politici donate dal Carnevale di Fano, alla presenza di tanti giovani, dei bambini, degli anziani che lungo il percorso del corteo sono usciti dalle Sae per dare un’occhiata, il corteo chiuso da una delegazione di volontari piemontesi, gli Orsi Biellesi nel mondo, hanno ridato corpo ed anima alla festa.


Il corteo è stato aperto da un cartello con un cuore “A chi ha perso tutto e riparte da zero”, con le immagini del cuore di Visso ferito. Da Villa Sant’Antonio, in un caldo pomeriggio dal sapore primaverile, la lunga carovana di oltre duecento persone multicolori, si è messa in marcia, per arrivare alle porte della zona rossa, dove Patrizia Serfaustini ha aperto la transenna ed una piccola delegazione dei gruppi mascherati, è entrata non senza commozione di chi per la prima volta ha rivisto case squarciate e finestre divelte, le macerie agli angoli della piazza, mettendosi davanti alla chiesa, dove è stato osservato un minuto di silenzio. Il rumore surreale del tamburo degli indiani, ha squarciato il silenzio innaturale della zona rossa, con il sole a baciare la secolare bellezza ferita ed immobile di Visso ed i ricordi di tanti pomeriggi trascorsi tra la chiesa ed il bar, a fare due chiacchiere e a mangiare qualcosa. Un gesto simbolico quello di andare tra le macerie con i vestiti colorati e festosi del Carnevale, a lanciare il messaggio alla politica che Visso c’è ancora e vuole andare avanti, ripartendo dalla miriade di gesti quotidiani che danno il senso e l’anima di una comunità.
«Fano è sempre stata vicina a queste zone, sia con l’associazione Fano cuore delle Marche che con il Carnevale – spiega Gaetano Pascucci del Carnevale di Fano – quest’anno con il Carnevale abbiamo aderito alla richiesta dell’assessore Patrizia Serfaustini, di donare alcuni pupi per aiutare questo Carnevale, per passare un po’ di tempo spensierati, perché anche questo ci vuole. Abbiamo donato le teste dei politici, perchè la satira nel carnevale deve sempre starci, soprattutto far vedere teste staccate dai corpi, chissà come mai. Speriamo che qualcuno si ricordi di questi luoghi, perché mi sembra che ancora siano abbastanza dimenticati».
«Quattro anni dal terremoto, Sandra Ruggeri la vicepresidente ha lavorato a Pieve Torina, io ero a Norcia, subito c’è stato il nostro intervento – spiega Andrea Lampo dell’associazione Orsi Biellesi nel Mondo – il cratere operativo, non ce la sentivamo di lasciare i connazionali così. Siamo venuti molte volte, abbiamo fatto diversi lavori a Montecavallo, Muccia, Norcia e adesso vediamo qua a Visso, abbiamo diversi progetti anche ad Ussita e Castelsantangelo, per andare sino a Forca di Presta. Con noi c’è anche Alice Ruggeri che ha solo 17 anni e si occuperà di giovani, abbiamo dei progetti qua, torneremo». Dopo il giro del paese la festa è proseguita tra musica, dolci e coriandoli nel parcheggio della Vissana salumi, con l’animazione di Marco Moscatelli.




































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