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Approvato il piano socio-sanitario,
«Marche tra le migliori d’Italia»
Opposizioni all’attacco

ANCONA – A un anno esatto dalla deliberazione della giunta, è stato dato l'ok all'atto che definisce le linee guida del settore. Disco verde all'emendamento sui presidi delle aree disagiate
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Parte dei componenti della giunta

 

Dopo un anno esatto di gestazione, è stato approvato ieri a maggioranza – contrari il centrodestra ed il Movimento 5 stelle, astenuti Gianluca Busilacchi (Articolo 1) e Luca Marconi (Udc-Popolari Marche) – il Piano socio sanitario 2019-2021, documento che traccia le linee guida del settore. E’ arrivato a quattro mesi dalla scadenza della legislatura. La maratona è iniziata con la protesta, di fronte a palazzo Leopardi, del Comitato pro ospedali pubblici contro la gestione sanitaria della Regione. I lavori dell’aula sono stati preceduti dalla conferenza dei capigruppo, in cui è stata bocciata la proposta di Fratelli d’Italia di rinviare il voto sul Piano. Poi, una lunghissima serie di interventi, con al centro soprattutto la situazione delle aree interne e la costruzione dei nuovi ospedali unici provinciali. Il governatore ed assessore alla Sanità, Luca Ceriscioli, ha ascoltato in silenzio le bordate delle opposizioni, a partire dalla Lega, che ha parlato di un «provvedimento tardivo e carente nella forma e nel contenuto, l’ultima zampata di una maggioranza alla deriva», e da Fdi, con la relatrice di minoranza Elena Leonardi che ha definito il documento «un impoverimento del servizio sanitario, chiudendo i piccoli ospedali, tagliando i servizi nelle aree interne e non risolvendo il problema della mobilità passiva». Contrarietà è stata espressa anche dalla consigliera Romina Pergolesi (M5S) che ha bocciato «senza se e senza ma» l’atto, prendendo però anche le distanze da quanto detto dai parlamentari grillini marchigiani che avevano chiesto di rinviare la discussione.

il governatore Ceriscioli

Il prof di matematica, terminati gli interventi dello schieramento avversario, è salito in cattedra, bacchettando tutti: «Sono state dette una marea di sciocchezze – inizia subito col turbo Ceriscioli –. Mi dicono che risulto freddo ed arido, ma io so di cosa parlo perché ho questo vizio di misurare tutto, confrontando le Marche con le altre regioni e la nostra è una delle sanità migliori d’Italia. Sull’assistenza domiciliare integrata siamo aumentati del 65% e non capisco poi come si faccia a sostenere che sulle liste d’attesa non sia cambiato nulla? Bisogna essere dei marziani per dirlo. Senza contare che ci sono 1.000 persone in più che lavorano nella sanità marchigiana e che, rispetto a 5 anni fa, abbiamo 1.800 posti letto in più di socio-sanitario». Su uno dei nodi più intricati – quello degli ospedali di area disagiata -, un emendamento congiunto di Gino Traversini (Pd) e Federico Talè (Iv) ha riportato la pace all’interno della maggioranza: Pergola e Amandola mantengono la definizione di ospedali di area disagiata ed il pronto soccorso, mentre quelli di Cagli, Cingoli e Sassocorvaro avranno un medico di medicina d’urgenza H24. Approvati in coda un ordine del giorno per l’istituzione di una Consulta regionale salute che comprenda tutti i portatori d’interesse in materia, ed uno di Urbinati che prevede di formalizzare e definire la risposta di assistenza ospedaliera nell’area del Piceno. La previsione programmatoria del Piano socio sanitario stabilisce inoltre che l’unico ospedale ad avere le caratteristiche di Dea di II livello è quello di Torrette.

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