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«Pochi agenti e sempre più vecchi:
doppi turni per garantire i servizi
E la nuova Questura è a rischio»

POLIZIA - La denuncia del sindacato Silp Cgil. Tra i nodi la caserma della Stradale di Civitanova, la situazione dell'Ufficio immigrazione e la mancanza della camera di sicurezza a Macerata dove il palazzo che ospita anche la prefettura è agibile solo al primo piano. «Per lavorare bene abbiamo bisogno di strutture. Tanti sacrifici per avere 10 volanti il sabato, ci sono poliziotti che hanno patologie e fanno la notte. Non c'è ricambio»
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Daniel Taddei, Francesco Menichelli e Fulvio Mercanti

 

di Federica Nardi

«Manca personale», «l’età media degli agenti ha sforato i 46 anni» e «ora rischiamo che il protocollo per la nuova Questura scada senza progetto». Dopo anni di trattative interne su temi che vanno dalla sede della stradale di Civitanova fino all’ufficio immigrazione di Macerata, esce oggi allo scoperto il Silp Cgil di Macerata, il sindacato della polizia, per denunciare una situazione che non ritiene più sostenibile né per il personale né per una garanzia di sicurezza del territorio. Stamattina è anche partito un appello al ministro degli Interni e al capo della polizia per sbloccare la situazione sia logistica sia del personale della provincia. A parlarne oggi Fulvio Mercanti (segretario regionale), Francesco Menichelli (segretario provinciale) insieme al segretario provinciale Cgil Daniel Taddei e al collega Jhon Palmieri della Funzione pubblica.

Fulvio Mercanti mostra il protocollo per le nuove Questura e Prefettura

«Non vogliamo sostituirci a nessuno ma il nostro compito è denunciare quello che non va – dice Mercanti . Abbiamo lavorato dal 2017 partendo da Civitanova che stava per perdere la sede della polizia stradale. L’amministrazione Mobili ci prese per i fondelli, abbandonando il progetto della nuova struttura. Poi abbiamo perso quella di Porto Recanati di netto. Le altre amministrazioni non si sono comportate meglio perché abbiamo parlato con tutte e la caserma della stradale di Civitanova tuttora è in chiusura fisiologica e ci lavorano dentro persone nel peggiore dei modi. Non è stato fatto nemmeno lo stabile che doveva accoglierli e se l’affitto non viene rivalutato non troveranno mai un altro affitto “congruo” perché ovviamente costeranno tutti di più. Stiamo rischiando la chiusura. Nel frattempo il terremoto non ci ha aiutato. Nella questura di Macerata c’è l’agibilità sono al piano di sotto. Non abbiamo una camera di sicurezza. Può sembrare poco ma è lo strumento che permette di far tornare la volante sul territorio. Il terremoto ci ha tolto anche un carcere. Noi viviamo di arresti domiciliari, chi li controlla? Sempre noi.

L’Ufficio immigrazione di via Prezzolini

Nel 2015 si è aperta una porta per trovare un Ufficio immigrazione nuovo in una parte dello stabile della Motorizzazione a Piediripa. I lavori sono finiti nel 2019 ma le chiavi non vengono consegnate perché c’è un contenzioso tra ditte e demanio. Così nell’Ufficio immigrazione di via Prezzolini c’è un contesto dove non so chi sta peggio. Era stato firmato nel 2018 un protocollo per costruire lì Questura e Prefettura ma il presupposto è demolire l’ufficio delle Casermette. Se non va avanti la situazione rischiamo l’incompiuta alla Motorizzazione e che il protocollo scada, dato che il termine per il contratto è dicembre 2020». Il sindacato ha incontrato più volte questore e prefetto, ricevendo rassicurazioni ma la preoccupazione deriva anche dalla mancanza di novità. «Se il progetto della nuova questura passa attraverso il protocollo i tempi non ci sono più. Se non vediamo la questura non vediamo l’Ufficio immigrazione e quindi incompiute sopra incompiute. Chiediamo: a che punto siamo? Noi vorremmo che il capo della polizia tornasse a Macerata. Già l’ultima volta, entrando in Questura, aveva detto che era indecente lavorare in quelle condizioni. Per lavorare bene abbiamo bisogno della struttura e oggi sembra più una questione politica che tecnica». E a tutto questo si aggiunge il problema organico, tagliato dopo la spending review. «Siamo a malapena al pari con l’organico. E il servizio lo dobbiamo garantire comunque – prosegue Mercanti -. Oggi l’età media ha superato i 46 anni. Sapete con quali sacrifici e costi il sabato sera vedete dieci volanti in giro? C’è chi va a lavorare anche con patologie e fa la notte».

Francesco Menichelli

Ad approfondire la questione organico e quindi servizi in difficoltà è Menichelli: «Sul territorio siamo vecchi e pochi e non c’è ricambio. Ricordiamo inoltre che il personale ha dovuto affrontare prima il terremoto poi l’omicidio di Pamela e poi la tentata strage di Traini con tutto quello che ha comportato. Chi lavora deve fare doppi turni e parecchi straordinari che vengono pagati poco e anche dopo un anno. La provincia non ha più poliziotti di quartiere, non c’è più l’Ufficio stranieri a Civitanova (il che ha più che raddoppiato il carico per Macerata), non ci sono presidi in ospedale. Per mettere gli agenti a Sarnano sulle piste li hanno tolti da un altro ufficio, la coperta è corta. Era stato creato posto di polizia di frontiera a Civitanova per un traghetto con la Croazia, poi non fatto, e quindi l’hanno chiuso. Le nuove assunzioni sono arrivate solo per Commissariato e Questura ma non sono riusciti nemmeno a corpire quello che sono andati in pensione. La Stradale ora copre anche le problematiche lungo l’autostrada A14 perché l’autostradale ha meno personale. I reati informatici sono esplosi e alla Polizia postale sono rimasti in quattro che si occupano di tutta la provincia e spesso anche di quella di Fermo che non ha la polizia postale».

Fulvio Mercanti e Jhon Palmieri

Daniel Taddei ricorda che «quando si parla di sicurezza si parla presidio del territorio, capacità di intervento tempestivo, saper prevenire e attività di repressione. Per far sì che questo funzioni in un territorio come il nostro che sta vivendo varie crisi, diventa fondamentale far si che possano operare in modo dignitoso. È facile fare discorsi demagogici sulla sicurezza ma per un reale controllo del territorio c’è bisogno di impegni precisi. Questa è una prima iniziativa pubblica per far sì che ci sia attenzione anche all’esterno». Palmieri ribadisce che «Andremo avanti finché non avremo delle soluzioni».

 

 

 

 

 



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