Fiastra, 130 delibere “fantasma”
«Mai pubblicate in albo:
avvisiamo Anac e Prefettura»
IL CASO - I consiglieri di minoranza chiedono un Consiglio comunale straordinario. Marcello Cocci: «Mi è stato anche negato l'accesso agli atti. Il sospetto è che non siano mai state scritte e farlo ora rappresenta un lavoro immane». Partirà una segnalazione anche alla Corte dei Conti

Marcello Cocci
di Monia Orazi
Ci sono circa 130 delibere mai pubblicate all’albo pretorio dal comune di Fiastra negli ultimi cinque anni. Un numero quasi record nella recente storia amministrativa della provincia di Macerata. Ad accorgersi è stato il gruppo di minoranza “Fiastra domani”, rappresentato in consiglio da Marcello Cocci, insieme ai consiglieri di “Un futuro per Fiastra” Giancarlo Ricottini, già sindaco di Acquacanina e Stefano Blanchi. Tutti e tre hanno inviato al sindaco Sauro Scaficchia una richiesta di convocare un Consiglio comunale straordinario, per discutere il seguente ordine del giorno: «Contestazione al sindaco, alla giunta, al responsabile anticorruzione del comune di Fiastra delle gravi violazioni (decreto legislativo 33/2013) riguardanti il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni, da parte delle pubbliche amministrazioni; illegittimo diniego alla richiesta di accesso agli atti presentata da parte del consigliere Marcello Cocci, a mezzo posta elettronica certificata, in data 17 novembre 2019. Proposta di nomina di una commissione d’inchiesta, ai sensi dello Statuto Comunale, sulla mancata pubblicazione delle delibere di giunta e consiglio dal primo gennaio 2015 ad oggi».
All’ordine del giorno è allegata una mozione dei tre consiglieri di minoranza che chiede di «pubblicare le delibere entro trenta giorni dalla loro approvazione, ad esclusione di quelle esecutive che devono essere pubblicate entro cinque giorni dalla loro approvazione ed accesso da remoto al protocollo informatico del Comune, a tutti i consiglieri che ne facciano richiesta». Mancano all’appello, secondo i consiglieri di minoranza, per la giunta comunale otto delibere nel 2015, sedici nel 2016, trentuno nel 2017, trentatrè nel 2018, dodici per il 2019. Sul fronte del consiglio non sono mai state pubblicate una delibera nel 2016, dieci nel 2017, otto nel 2018, cinque nel 2019, oltre a quelle degli ultimi consigli comunali tenutisi nei mesi di luglio, settembre ed ottobre.

La richiesta di convocazione di un Consiglio comunale straordinario
A richiedere la pubblicazione è stato il consigliere Marcello Cocci: «Manca la trasparenza a 360 gradi, ho richiesto la pubblicazione delle delibere ormai 34 giorni fa e nessuno ha rispettato la scadenza. Ho richiesto l’accesso agli atti per il progetto Pil, riguardante la valorizzazione dei laghi, con un milione e mezzo di euro, per conoscere nel dettaglio cosa si andava a votare, come consigliere di minoranza. E’ stata pubblicata solo la delibera senza gli allegati del progetto, mi è stato risposto che mancava spazio, aspetto irrilevante nel settore informatico. Per giungere a capire come mai tutte queste delibere non sono state pubblicate abbiamo chiesto con gli altri consiglieri di minoranza la convocazione di un Consiglio comunale straordinario, che per legge dovrà essere convocato entro 20 giorni. Segnaleremo la situazione all’Anac, alla Corte dei Conti ed alla Prefettura».
Prosegue il consigliere Cocci: «Di fronte a questo è difficile collaborare, se devo votare atti che conoscono solo i consiglieri di maggioranza, tenuti nel cassetto, è una cosa scabrosa. Qualche volta si sbaglia, ma questo significa persistere nell’errore. Ho chiesto l’accesso agli atti e mi è stato negato. Ho chiesto copia delle delibere non pubblicate ed ormai sono trascorsi i trenta giorni previsti dalla legge. Il Comune ha risposto riferendosi ad un’ordinanza del commissario straordinario, che solleva i Comuni, per tutto il periodo della durata dell’emergenza, dall’approvazione del piano triennale per la prevenzione della corruzione, per altro già adottato dal Comune, di cui ho già chiesto copia in tempi non sospetti. Il sospetto è che quelle delibere non siano mai state scritte e farlo ora rappresenta un lavoro immane. Ora negli ultimi consigli, su nostra richiesta le sedute sono registrate e successivamente i verbali di Consiglio arrivano già pronti da una ditta esterna. Oltretutto sono stato dichiarato incompatibile come consigliere, perchè socio non attivo di una società. Per togliere ogni dubbio sono andato dal notaio e sono uscito dalla società, nel Consiglio comunale di ieri sono stato reintegrato».
Per il consigliere Cocci. Tra il soggetto (‘Consiglieri’) e il predicato (‘sono’) non si mette la virgola.